IL GAMBIA SI PROFESSA “STATO ISLAMICO” Il 90 percento degli abitanti è di fede musulmana, soltanto l'8 percento cristiana

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Il Gambia è stato dichiarato nazione islamica dal suo presidente, Yahya Jammeh. Nel parlare alla televisione nazionale, Jammeh ha annunciato: “In linea con i valori e l’identità religiosa del Paese, io proclamo il Gambia una nazione islamica. Dal momento che i musulmani sono la maggioranza nel Paese, il Gambia non può permettersi di proseguire la sua eredità coloniale”. Per ora non è chiaro se le dichiarazioni di Jammeh avranno un immediato effetto sul sistema legislativo del piccolo Stato africano situato all’interno del territorio del Senegal, finora laico. “Il destino del Gambia è nelle mani di Allah – ha dichiarato il presidente – Noi saremo uno Stato islamico che rispetterà i diritti dei cittadini”.

Il Gambia, ex colonia britannica, che ottenne l’indipendenza nel 1965, conta quasi due milioni di abitanti, dei quali il 90 percento si professa di fede islamica e un altro 8 percento è invece di fede cristiana. Il 50enne Jammeh è al potere dal 1994, quando da giovane ufficiale dell’esercito conquistò la guida del Paese con un golpe. Nel 2013, ha deciso di fare uscire il Gambia dal Commonwealth, giudicandolo uno strumento neo-coloniale. Secondo gli osservatori, la sua decisione ha però contribuito a rendere ancora più isolato il Paese a livello internazionale. Nel 2014, l’Unione Europea ha temporaneamente sospeso gli aiuti umanitari al Gambia per via delle violazioni di diritti umani. Lo scorso settembre, Human Rights Watch ha definito il suo governo uno dei più repressivi al mondo, accusando le forze di sicurezza di torture, sparizioni e omicidi extragiudiziari.

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