TURCHIA, DAVUTOGLU: “LA RUSSIA NON PUO’ METTERCI IN GINOCCHIO” Il premier: "Serve cooperazione, nessuno trae benefici dall'embargo". Erdogan chiede più poteri

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La Turchia non può “essere messa in ginocchio” dalle sanzioni russe. Lo ha detto da Baku il premier turco Ahmet Davutoglu all’indomani del decreto firmato dal presidente russo Vladimir Putin “per la sicurezza nazionale e la protezione dei cittadini russi da azioni criminali e illegali e l’applicazione di misure economiche straordinarie nei confronti della Turchia”. Davutoglu ha invitato la Russia alla “cooperazione economica” invece di imporre un “embargo” perché “nessuno trarrebbe beneficio da reciproche” misure restrittive. Il capo del governo è anche tornato a difendere la posizione della Turchia, dopo l’abbattimento di un Su-24 russo a ridosso della frontiera con la Siria, affermando che non ci saranno scuse per aver “difeso il confine” e che i Paesi che effettuano raid aerei in Siria devono coordinare le operazioni e non colpire i ribelli “moderati”. “Abbiamo presentato proposte concrete alla Russia, che sono tuttora valide”, ha aggiunto il premier e leader dell’Akp.

Intanto, secondo il quotidiano turco “Hurriyet”, il presidente Recep Tayyip Erdogan sarebbe tornato sulla questione della riforma costituzionale ribadendo la necessità di rafforzare i poteri del capo dello Stato. Parlando con i giornalisti durante il volo di ritorno dal Qatar, il capo dello Stato ha detto che l’attuale sistema turco che prevede l’elezione sia del premier che del presidente rischia di comportare problemi anche se i due si conoscono da tempo ed hanno già collaborato per molti anni in quanto “le loro azioni e i loro progetti potrebbero essere in contrasto tra loro”. Secondo Erdogan “è necessario rimuovere questo dualismo”, ipotizzando per la Turchia un sistema basato sul semi-presidenzialismo alla francese”, precisando però che ogni modifica all’assetto istituzionale del paese dovrebbe essere votato attraverso un referendum popolare.

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