I VESCOVI AUSTRALIANI CONTRO LA PENA DI MORTE: “E’ CRUDELE E NON E’ UN DETERRENTE UTILE” La pena capitale è presente nell'ordinamento giuridico ed è praticata al 2015 in almeno 37 nazioni nel mondo

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I Vescovi australiani lanciano un appello al parlamento chiedendo che venga abolita la pena di morte in tutto il mondo. I prelati, si legge in un comunicato, si mettono inoltre a disposizione del governo per contribuire efficacemente a questo obiettivo. Ricordando la ferma opposizione della Chiesa alla pena capitale, e che i cattolici sono “incondizionatamente a favore della vita”, i Vescovi ribadiscono che la dignità umana è un principio fondamentale della dottrina sociale cattolica. “Ogni essere umano – affermano – ha piena dignità perché siamo tutti creati a immagine di Dio”. La Chiesa si oppone alla pena capitale anche perché “è crudele e priva la persona condannata della misericordia di Dio”, eliminando la possibilità “di pentirsi e di trovare la pace con Dio e con gli altri”. Inoltre, essa non “è un deterrente utile”.

I Vescovi australiani si rivolgono anche alla Cattedra di San Pietro perché svolga un ruolo internazionale in quest’opera di sensibilizzazione nelle sedi internazionali senza disdegnare “le opportunità per i Vescovi australiani di lavorare con i fratelli di altre Conferenze episcopali e attraverso la rete globale della Chiesa per attuare una strategia più ampia”. La pena di morte è presente nell’ordinamento giuridico ed è praticata al 2015 in almeno 37 nazioni nel mondo. Sono oltre un centinaio i Paesi che, pur non avendo depennato la pratica, si dichiarano abolizionisti o non eseguono condanne da oltre 10 anni. L’Australia ha abolito la pena di morte per i delitti comuni nel 1984 e per i reati in tempo di guerra nel 1985. L’ultima persona giustiziata in Australia è stato Ronald Ryan, impiccato nel 1967 nello stato di Victoria per l’omicidio di un agente di custodia.

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