CARRI ARMATI SUL RACCORDO ANULARE A ROMA

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Non è Beirut, ma Roma. I carri armati circolano sul raccordo anulare, in mezzo a berline, auto di piccola e grande cilindrata, cittadini distratti o attratti dall’eccezionalità della situazione. Altri si trovano in punti diversi della città, in centro e in periferia. La foto gira da questa mattina sui social network, tra commenti ilari o preoccupati.

Due giorni fa, un convoglio con a bordo mezzi blindati pesanti è transitato nelle stazioni di Treviso, Bologna, Senigallia, Savona, Fabriano, Roma, Lamezia Terme, davanti a passeggeri attoniti. La centrale operativa di Trenitalia nega. E secondo alcune fonti istituzionali, si tratterebbe di un unico convoglio, programmato da tempo, diretto alla base di Capo Teulada, in Sardegna. Non c’è, però, una sola linea ferroviaria che colleghi tutte le stazioni dell’avvistamento.

Non sono scene da set cinematografico. È quanto accade in Italia, dopo il terribile attentato di Parigi di venerdi scorso, 13 novembre, e il discorso del presidente François Hollande al Parlamento francese a Versailles, lunedi 16. “Siamo in guerra contro il terrorismo jhadaista, che minaccia il mondo intero, non soltanto la Francia”, ha detto Hollande. La risposta all’attentato terroristico sembra essere davvero uno stato di guerra, non soltanto in Francia.

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