IL PAESE DEGLI ANZIANI “BIONICI”: OGNI ANNO S’IMPIANTANO 250 MILA PROTESI Aumentano quelle all'anca e al ginocchio. Il tema è dibattuto nel convegno Siot che si svolge a Roma in questi giorni

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protesi gamba

In Italia ogni anno si impiantano circa 250 mila protesi. Secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, dal 2001 al 2013 c’è stato un aumento del 141% per quelle d’anca e del 226% per quelle di ginocchio. Dati che evidenziano come il nostro Paese sia entrato nell’era del “centenario bionico”, visto che oggi le protesi vengono impiantate sempre più diffusamente anche nei 50-60enni. “Quando si hanno pazienti con due protesi d’anca e due di ginocchia è chiaro che la frontiera del ‘centenario bionico’ è ormai arrivata, ma la sfida per gli specialisti è quella di avere dispositivi sempre più sicuri e affidabili che ci permettono di migliorare la qualità della vita anche 45enni”. Lo spiega all’AdnKronos Salute Vito Amorese, co-presidente del 100esimo Congresso nazionale della Società italiana di ortopedia e traumatologia (Siot), che si è aperto sabato 7 novembre a Roma.

“I dati dell’Iss evidenziano l’aumento del numero di impianti – ribadisce Amorese – Dal 2001 al 2013 il maggior incremento d’incidenza delle protesi d’anca si è registrato negli uomini (+58%). Da sottolineare che per la classe di pazienti under 45 siamo addirittura a un incremento del 55%. Oggi abbiamo delle protesi che hanno una sopravvivenza di oltre i 30 anni e ci possiamo permettere il lusso di impiantarle anche nei pazienti giovani”, osserva lo specialista, direttore del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell’Asl Roma H. “I nuovi materiali e i disegni sempre più innovativi garantiscono una durata e una sicurezza maggiore rispetto al passato. Le uniche protesi che hanno avuto uno stop sono quelle metallo-metallo – ricorda – perché si è visto che la loro usura può provocare una patologia grave a carico dell’organismo del paziente”.

Per quanto riguarda uno degli argomenti ‘caldi’ di questi mesi, l’appropriatezza prescrittiva di esami e diagnostica al centro di un giro di vite da parte del ministero della Salute, Amorese chiarisce che “nel caso di un paziente che ha bisogno di una protesi è sufficiente una banale radiografia. Se è necessaria una Tac o una risonanza magnetica lo deve stabilire lo specialista – precisa – e non, come avviene spesso, da subito il medico di medicina generale”. “La protesizzazione nel paziente ad elevata richiesta funzionale” e “La fragilità scheletrica nelle osteopatie metaboliche” sono i due principali temi affrontati dalla Siot durante il Congresso che proseguirà nella Capitale fino al 10 novembre.

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