Opinione

La storia del santuario della Madonna della Rivelazione alle Tre Fontane

Per quanti frequentano il santuario della Madonna della Rivelazione alle Tre Fontane, situato sulla via Laurentina a Roma, il 12 aprile del 1947 è una data importante e qualcosa da non dimenticare. E’ un ricordo particolare da conservare, come particolare e potremmo dire unico è quello che è successo.

Da una cronaca di tanto tempo fa, si racconta che il tramviere Bruno Cornacchiola (1913-2001), il sabato dopo Pasqua del 1947, voleva condurre i suoi tre figli Isola, la più grande, Carlo e Gianfranco al mare, e per un banale motivo perdette il treno per il Lido di Ostia, e pensò di recarsi all’ Eur, in quello spazio verde che scende verso la via Laurentina.

Così racconta egli stesso: “A San Paolo prendiamo l’autobus 223 e si va alle Tre Fontane. Scendiamo davanti all’abbazia dei Trappisti e saliamo una collina. E’ fitta di eucalipti maestosi. Ma vi sono anche grotte, cespugli di rovi e di piante selvatiche, erbacce e un’enormità di insetti che scorrazzano e volano. Ci fermiamo in uno spiazzo, una specie di conca, che ha alla base di una parete di tufo, una lunga e larga feritoia slabbrata, l’apertura di una grotta”.

Cornacchiola era un protestante-avventista e quel giorno stava preparando una specie di catechesi per i giovani della “sua chiesa”, con il preciso scopo di screditare la dottrina cattolica, preparando addirittura un discorso contro il dogma dell’Immacolata, e inoltre aveva progettato di uccidere con un pugnale Pio XII.

Profittando del tempo di svago concesso ai suoi figli, egli si apprestò per prendere appunti; ma ad un tratto sentì che i bambini erano in difficoltà, accorse in una grotta vicina, e qui in quella grotta, davanti ai piccoli inginocchiati, avvenne qualcosa di straordinario e potremmo aggiungere di miracoloso, tanto da influenzare il resto della vita di Cornacchiola.

Una visione di cielo, era apparsa ai bambini stessi, poi apparve anche a lui. Una nuova luce illuminò la grotta e anche il cuore di Cornacchiola, che lo portò a rinnegare il suo pensiero sulla Madonna, e che le verità su di essa sono contenute nella Bibbia e nella Rivelazione. Glielo disse apparendo la stessa Madre di Gesù: “Sono la Vergine della Rivelazione, tu mi perseguiti, ora basta. Ritorna al santo ovile“. Sono nella Trinità divina – aggiunse la Vergine – per questo dall’immacolato concepimento fino all’assunzione corporea in cielo, sono immersa in Dio, per questo il mio corpo non poteva marcire. E non marcì: mio Figlio e gli angeli mi portarono in cielo…”.

Egli accettò le parole della Vergine Maria, nel colloquio durato un’ora e convinto di tale rivelazione, si convertì. Il 7 maggio ritornò nella Chiesa Cattolica.

Il 9 dicembre del 1949, durante un’udienza con Pio XII, Cornacchiola consegnò al pontefice il pugnale con cui aveva progettato di assassinarlo, e si racconta che lo stesso Pio XII, incoraggiato dal messaggio della Vergine della Rivelazione, in particolare: “…il mio corpo non poteva marcire e non marcì “, proclamò il dogma dell’Assunzione il 1° novembre del 1950.

La “Vergine della Rivelazione” indossava un lungo manto verde e stringeva nella mano destra un libro color cenere: la Sacra Scrittura. Nonostante le apparizioni della Madonna delle Tre Fontane, non siano state né condannate, né riconosciute dalla Chiesa, nel 1956 il papa Pio XII (1939-1958), consentì che in quel luogo fosse costruita una cappella, affidandone la custodia ai Francescani Minori Conventuali per il servizio religioso.

Il 12 aprile del 1948, Bruno Cornacchiola fondò, un’opera catechistica l’associazione dei Sacri (Schiere Arditi di Cristo Re Immortale), difendendo nei suoi discorsi, l’Eucarestia, l’Immacolata e il Papa. Nel 1993 il Vicariato di Roma, comprò dall’ Ente Eur il terreno dov’è situata la grotta delle apparizioni dando il via libera per la costruzione dell’attuale santuario. Nel 1997 Giovanni Paolo II (1978-2005) approvò la denominazione del luogo come “Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane“.

Gualtiero Sabatini

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