VENERDÌ 05 LUGLIO 2019, 13:21, IN TERRIS


IL DATO

Mafie nel Lazio: il quadro, fra Roma e dintorni

Nel IV Rapporto regionale è allarme periferie: "Laboratori di nuovi modelli criminali"

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entotre famiglie, fra quelle che sul territorio vi operano soltanto e quelle che di questo sono autoctone, nate e cresciute su di esso: tante sono le realtà criminali indicata dal IV Rapporto "Mafie nel Lazio", presentato dal presidente della Regione, Nicola Zingaretti, al WeGil di Trastevere e alla presenza, fra gli altri, del prefetto romano Gerarda Pantalone. Un quadro, quello sulla "mafia laziale", che traccia a linee chiare la diffusione della criminalità organizzata sul territorio della regione, attraverso i numeri relativi alle azioni di Polizia, ai sequestri effettuati e a tutti gli altri "colpi" messi a segno dalle Forze dell'ordine nei confronti dei gruppi mafiosi operanti sul territorio. Uno scenario ben più complesso di quanto ci si aspetterebbe: "Sotto la lente di ingrandimento in questa IV edizione - ha spiegato Gianpiero Cioffredi, presidente dell'Osservatorio su Sciurezza e legalità della Regione Lazio - ci sono le indagini che hanno indebolito le ramificazioni di Cosa nostra catanese nel Lazio e le sentenze emesse contro il clan Rinzivillo di Gela, attivo anche a Roma".


I numeri

Il "quadro complesso" di cui parla il rapporto, però, indica anche ulteriori fattori: "Nuovi elementi - ha detto ancora Cioffredi - che confermano la graduale stabilizzazione delle cosche di 'ndrangheta e la pervasiva presenza economica della camorra nella Capitale così come la trasformazione di alcune periferie metropolitane in laboratori di nuovi modelli criminali in cui avviene il contagio del metodo mafioso". Infiltrazioni che, di riflesso, aumentano il carico di lavoro delle Forze dell'ordine, poste di fronte a una rete criminale capitanata da quella che, a distanza di quattro anni dal primo rapporto, è stata ormai inquadrata come una vera e propria "regia", così radicata da consentire ai boss di controllare gli affari illeciti, in particolare sul territorio di Roma. A tale diffusione, fanno da contraltare le numerose operazioni di Polizia, frutto del costante lavoro investigativo svolto dalle Forze dell'ordine a tutti i livelli: 118 indagati per associazione mafiosa nel 2018, 965 quelli per associazione finalizzata al traffico di droga. Per quanto riguarda gli stupefacenti, gli agenti del Lazio hanno sequestrato, in tutto lo scorso anno, un totale di 4800 chili di droga. Sul tavolo, anche i numeri relativi al riciclaggio, ossia le Segnalazioni Finanziarie Sospette pervenute all'ufficio Uif di Bankitalia: 9545 nel complesso, con record capitolino di 7943. Dati che piazzano il Lazio al terzo posto della graduatoria, dietro alla Lombardia e la Campania. E che, ovviamente, danno il peso della ramificazione della criminalità in diversi ambiti, tutti a loro modo estremamente pericolosi.

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