Caso Expo 2015, condannato Beppe Sala

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:59

Sei mesi di reclusione al sindaco milanese Beppe Sala, condannato nell'ambito del processo sulla Piastra dei servizi dell'Esposizione universale del 2015, della quale fu commissario unico e amministratore delegato. La pena inflitta al primo cittadino meneghino è stata comunque convertita in pecuniaria, traducendosi in una multa da 45 mila euro. Le accuse mosse contro Sala erano di falso ideologico e materiale, formulate in merito alla retrodatazione di due verbali di sostituzione di due componenti della commissione che avrebbe assegnato il maxi appalto della Piastra, risalente al maggio 2012 (la firma risaliva al 31 ma la datazione del documento al 17). Secondo quanto formulato nel dispositivo, la condanna è stata inflitta “limitatamente alla retrodatazione del verbale di annullamento di nomina della commissione giudicatrice e del verbale di nomina della commissione giudicatrice”. Il che, di fatto, limiterebbe in buona parte le accuse di falso (che si prescriveranno fra pochi mesi), per le quali i legali faranno ricorso.

Il commento di Sala

A stretto giro è arrivato il commento del sindaco milanese, secondo il quale “questa sentenza non produrrà effetti sulla mia capacità di essere sindaco di Milano”. Anzi, Sala ha assicurato “ai milanesi che resterò a fare il sindaco per i due anni che restano del mio mandato. Di guardare avanti ora non me la sento”. Una nota critica nei confronti della sentenza che, a suo giudizio, mette in cattiva il luce il lavoro a livello pubblico: “Una sentenza del genere, dopo sette anni, per un vizio di forma, allontanerà tanta gente per bene dall'occuparsi dalla cosa pubblica. I sentimenti che ho sono negativi, qui è stato processato il lavoro e io ne ho fatto tanto”. Assieme a Sala, altre tre persone erano imputate nel medesimo processo, tutti assolti dai giudici: l'ex direttore generale di Infrastrutture Lombarde, Antonio Rognoni (accusa di turbativa d'asta); l'ex manager di Expo e presidente della commissione aggiudicatrice, Angelo Paris, e l'ex presidente della ditta Mantovani, Piergiorgio Baita, entrambi accusati di tentato abuso d'ufficio. Fu proprio la Mantovani, all'epoca, ad aggiudicarsi il maxi appalto della Piastra dei Servizi, il maggiore legato a Expo 2015 e ottenuto peraltro con un significativo ribasso.

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