Lorenzin a Raggi: “Non si scherza sulla pelle dei bambini”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 21:58

E'tornata in auge lo scontro sui vaccini tra la sindaca di Roma, Virginia Raggi, e il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, riacceso dopo le dichiarazioni rilasciate dall'Assemblea capitolina a seguito della mozione per la contniuità scolastica dei bambini non vaccinati, votata all'unanimità. Sull'argomento è arrivata la replica della guardasigilli che, in un post su Facebook, ha ironicamente commentato che “il Sindaco Raggi e l'Assemblea Capitolina si sono trasformati in un nuovo organo tecnico scientifico delle istituzioni italiane: non solo si occupano di virus e batteri, ma forse presto si occuperanno anche di nuove terapie geniche o di terapie oncologiche”. Commento accompagnato da un monito: “Non si può scherzare sulla pelle dei nostri bambini”.

Lorenzin: “

Il ministro della Salute ha ribadito che “il decreto #vaccini è stato studiato anche per tutelare quei bambini troppo piccoli per essere vaccinati e quelli affetti da malattie per le quali non possono accedere alle vaccinazioni”. Nel decreto è specificato che i genitori devono necessariamente presentare la documentazione relativa all'avvenuta vaccinazione dei propri figli entro il prossimo 10 marzo. Nei mesi scorsi, anche la Regione Veneto si era mostrata in disaccordo con il decreto Lorenzin e a ricordarlo è stata nuovamente il ministro: “Ricordo che sia il Consiglio di Stato che la Corte Costituzionale si sono espressi chiaramente rispetto alla mozione del Veneto e non vorrei che Amministrazioni Comunali guidate da NoVax portassero avanti posizioni molto pericolose per la salute pubblica”.

Escluso chi non vaccina

In una lettera ministeriale indirizzata alla sindaca di Roma, inoltre, Lorenzin ha chiarito che “nel caso che i genitori/tutori/affidatari non presentino entro l'11 settembre 2017 la dichiarazione sostitutiva, il minore avrà accesso ai servizi educativi per l'infanzia e alla scuola dell'infanzia; tuttavia, nel caso in cui, entro il 10 marzo 2018, i genitori/tutori/affidatari non facciano pervenire idonea documentazione comprovante l'effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie, il minore sarà escluso dall'accesso ai servizi”. Lorenzin ha precisato, però, che a essere esclusi (nonostante l'iscrizione rimanga) saranno solo i figli di coloro che decideranno spontaneamente di non sottoporre i bambini a vaccinazione. Chi avesse prenotato i vaccini anche in date successive al 10 marzo, non riceverà nessuna sanzione di questo tipo: “I minori i cui genitori dimostrino con documentazione proveniente dalla azienda sanitaria locale, entro il 10 marzo, di avere presentato alla medesima azienda la richiesta di effettuazione delle vaccinazioni e che la somministrazione di queste ultime sia stata fissata dalla predetta azienda sanitaria successivamente a tale ultima data, ben potranno continuare a frequentare i servizi educativi”. Su questo aspetto aveva nuovamente replicato la sindaca Raggi: ” Per colpa della Lorenzin e dei ritardi nelle prenotazioni della Regione Lazio, da marzo i bambini ancora in attesa della vaccinazione rischiano di essere cacciati dai nidi e dalle scuole di infanzia per i restanti quattro mesi di questo anno scolastico e educativo. I loro diritti vanno tutelati”.

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