MERCOLEDÌ 13 FEBBRAIO 2019, 10:19, IN TERRIS


UDIENZA GENERALE

Il Papa: "Solo il 'noi' porta la pace. 'Io' e 'tu' sono l'inizio della guerra"

La catechesi di oggi è stata dedicata a un commento del "Padre Nostro"

ANGELA ROSSI
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"C

osa manca nel Padre nostro?". E' questa la domanda che questa mattina, nel corso dell'udienza genereale, Papa Francesco ha rivolto agli oltre 7 mila fedeli presenti nell'aula Paolo VI. "Per fare presto lo dirò io: una parola che nei nostritempi tutti tengono in grande considerazione. Manca la parola 'io': mai si dice 'io'. Una volta il cappellano di un carcere - ha ricordato - mi ha chiesto: 'Padre, qual è l'opposto di 'io'?. Ingenuamente replicai: 'tu'. E lui: 'No, quello è l'inizio della guerra, solo il noi porta la pace". 


La preghiera

Dopo aver dedicato un commento al Padre nostro, il Pontefice ha parlato della preghiera in generale. "Nella preghiera, un cristiano porta tutte le difficoltà delle persone che gli vivono accanto: quando scende la sera, racconta a Dio i dolori che ha incrociato in quel giorno; pone davanti a lui tanti volti, amici e anche ostili; non li scaccia come distrazioni pericolose. Se uno non si accorge che attorno a sé c'è tanta gente che soffre, se non si impietosisce per le lacrime dei poveri, se è assefuatto a tutto, allora significa che il suo cuore è di pietra. In questo caso è bene supplicare il Signore che ci tocchi con il suo Spirito e intenerisca il nostro cuore. Cristo non è passato indenne accanto alle miserie del mondo: ogni volta che ercepiva una solitudine, un dolore del corpo o dello spirito, provava un forte senso di compassione, come le viscere di una madre". Il Pontefice, inoltre, ha detto che tutti dovrebbero chiedersi come pregano: se ci si apre al grido di persone vicine o lontane, oppure se si pensa alla preghiera come a una sorta di anestesia per stare più tranquilli. In questo caso, ha sottolineato, la preghiera non sarebbe più cristiana. Il Pontefice ha spiegato che nel dialogo con Dio non c'è spazio per l'individualismo.


Il saluto ai giornalisti di Askanews

Al termine dell'udienza generale, il Papa ha voluto rivolgere il suo saluto ai giornalisti presenti, in particolare al "gruppo di Askanews che attraversa un momento di difficoltà". 

 

 

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