Cristiani, musulmani, indù e sikh contro il terrorismo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 5:30

In Pakistan, la prima settimana di gennaio è trascorsa all'insegna del dialogo interreligioso. I leader religiosi cristiani, musulmani, indù, sikh hanno pregato insieme per la pace, auspicando una convivenza armoniosa nella società. Ma soprattutto si sono impegnati a combattere ogni forma di violenza e terrorisamo. Con questo impegno si è conclusa la Commissione nazionale per il Dialogo interreligioso e l'ecumenisno della Conferenza episcopale cattolica del Pakistan, presieduta dall'Arcivescovo di Lahore, Francis Shaw. A contrassegnare i diversi incontri, un clima disteso e pacifico.

Le celebrazioni del Natale 

Come riporta l'Agenzia Fides, il Segretario esecutivo della Commissione, il cappuccino padre Francis Nadeem, ha così commentato gli incontri della Commissione: “E' statao straordinario vedere i leader di diverse religioni celebrare il Natale insieme, in un incontro ospitato da uomo d'affari musulmano, Anwar-ullha-khan, nella sua abitazione a Lahore”. I diversi leder musulmani presenti hanno reso omaggio ai cristiani porgendo gli auguri di un santo Natale, apprezzati come “gesto di fratellanza e generosità”, che “intende dare a tutti i fedeli un esempio di relazioni amicali e fraterne tra credenti di diverse religioni, impegnati insieme per la pace e per il bene comune del Pakistan“, rimarca padre Nadeem. 

Ecumenismo

Tra gli incontri, uno è stato dedicato esclusivamente al dialogo ecumenico. E così la stessa Commissione nazionale, in partnership con l'Ecumenical Solidarity Committee di Lahore, ha svolto nella Chiesa di San Giovanni a Lahore, un momento di preghiera e convivialità al quale hanno preso parte leader delle diverse confessioni cristiane esistenti in Pakistan. Tanti i fedeli laici presenti. Ma non solo. A questo incontro, infatti, ha partecipato anche il sindaco di Lahore, Mubashar Javed. Proclamando la nascita di Cristo attraverso inni natalizi, l'assemblea “ha voluto rinnovare la gioia del Natale”, ha spiegato Nadeem. L'Arcivescovo Sebastian Francis Shaw, dal canto, ha ricordato che “Gesù Cristo è la luce della Parola e noi abbiamo il compito di portare questa luce nel nostro cuore e nelle nostre case”. Infine, hanno ribadito che i cristiani in Pakistan si sentono parte integrante della nazione, a cui hanno sempre contributo con onestà e dedizione, e hanno espresso la volontà di continuare a impegnarsi a costruire una società che ripudia ogni forma di violenza e persegue strade di dialogo, pace, giustiza e convivenza. Un impegno assunto anche dalle altre confessioni religiose del Paese

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