Carburante, distributori in agitazione: le autostrade rischiano di restare a secco

Nota congiunta di Faib-Fegica-Figisc/Anisa, gestori verso lo stop: "Non siamo più in grado di garantire il servizio"

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:16

Metalmeccanici sul piede di guerra, banche verso la mobilitazione e ora anche i gestori dei distributori di carburante in autostrada meditano di incrociare le braccia. Una situazione sempre più grave quella dei comparti rimasti fuori dalla stretta del governo alle attività non necessarie: dopo l’insurrezione delle sigle sindacali dei primi due settori a dare segni di agitazione, arriva il comunicato congiunto di Faib-Fegica-Figisc/Anisa a far tremare chi, nonostante i divieti, è ancora costretto a utilizzare le tratte autostradali. Nella nota, infatti, i sindacati spiegano che “gli impianti di rifornimento carburanti cominceranno a chiudere: da mercoledì notte quelli della rete autostradale, compresi raccordi e tangenziali; e, via via, tutti gli altri anche lungo la viabilità ordinaria. Noi, da soli, non siamo più nelle condizioni di assicurare né il necessario livello di sicurezza sanitaria, né la sostenibilità economica del servizio”.

L’agitazione

Una notizia che scuote inevitabilmente gli automobilisti rimasti gioco forza a circolare. Limitazione che, peraltro, qualora diventasse effettiva andrebbe a coprire un lasso di tempo indefinito poiché, con gli impianti di rifornimento non più in grado di garantire il servizio, l’unica condizione affinché si riprenda a ritmi consueti sarebbe il ripristino della situazione precedente all’epidemia. In sostanza, se l’agitazione diventasse sciopero (forse già a partire dal 25 o dal 26 marzo prossimi), si rischierebbe di restare con gli impianti di rifornimento chiusi in autostrada fino a data da destinarsi. Uno stop che andrebbe ad aggiungersi agli altri comparti già fermati dall’emergenza coronavirus.

Quotazioni in discesa

Nel frattempo, anche gli andamenti della rete carburanti risentono della situazione Covid: il ribasso delle quotazioni relative ai prodotti petroliferi in Mediterraneo, infatti, secondo Quotidiano Energia hanno sortito effetti negativi sui prezzi raccomandati da parte di Eni (-1 cent su benzina e diesel), Tamoil e Q8 (per entrambe -2 cent su benzina e diesel). Condizioni forse passibili di ulteriore peggioramento nelle prossime ore.

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