“Vitamina day” per curare l'influenza a tavola

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:18

La vitamina C è fondamentale per l’efficienza del sistema nervoso, nel prevenire malattie degenerative come l’Alzheimer, ma anche nel sostenere la funzione psicologica. Eppure il consumo di frutta e verdura è in calo. Sos salute: gli italiani mangiano poca frutta e verdura. A lanciare l'allarme è la Coldiretti, secondo cui gli acquisti nel 2019 sono scesi a circa 8,5 miliardi di chili, il 3% in meno rispetto all'anno precedente. Dopo tre anni di aumento progressivo della spesa, riferisce l'Agi, si è verificato un brusco calo che  ha fatto scendere il consumo individuale sotto la soglia minima di 400 grammi di frutta e verdure fresche per persona, da mangiare in più volte al giorno, raccomandato dal Consiglio dell'Organizzazione mondiale della sanità per una dieta sana. A provocare il calo è stato il -4% della frutta ed il -2% degli ortaggi nonostante il diffondersi di smoothies, frullati e centrifugati consumati al bar o a casa grazie alle nuove tecnologie. Un dato ancora più allarmante se si considera che a consumare meno frutta e verdura sono soprattutto i bambini e gli adolescenti, con quantità che sono addirittura sotto la metà del fabbisogno giornaliero, aumentando così i rischi legati all'obesità e alle malattie collegate. 

Le proprietà benefiche della vitamina C

La vitamina C è una sostanza idrosolubile, fondamentale per mantenere la salute e può essere assunta esclusivamente con l’alimentazione, dato che l'organismo non è in grado di sintetizzarla: svolge un'azione immunostimolante, cioè va a stimolare le difese del sistema immunitario, soprattutto nella prevenzione e cura del raffreddore, delle sindromi influenzali e delle affezioni respiratorie Con 2,8 milioni di italiani già finiti a letto con l'influenza, dunque, arrivano i rimedi contadini per combattere a tavola il virus ormai vicino al picco stagionale.  L'iniziativa è della Coldiretti con il primo “Vitamina Day” organizzato nel week end delle arance della salute promosso da Airc (la fondazione per la ricerca sul cancro)  nei mercati di Campagna Amica di tutta Italia, a partire da quello di Roma del Circo Massimo e di Milano in via Friuli, con cuochi contadini, tutor della spesa e nutrizionisti per insegnare agli italiani a difendersi dai malanni di stagione.

Al posto degli integratori

È scientificamente provato, sottolinea Coldiretti, che una corretta dieta a base di vitamina C e sali minerali sia una validissima alleata contro le malattie da raffreddamento e non c'è dubbio che l'alto contenuto di questa vitamina negli agrumi, ma anche nei kiwi, ha un effetto benefico contro le scorie (radicali liberi) che “annientano” l'organismo e che sono prodotte, proprio dal nostro corpo, in grandi quantità proprio nel periodo invernale. E allora, avverte la maggiore associazione di rappresentanza e assistenza dell'agricoltura italiana, invece di abusare di sostanze multivitaminiche che vanno tanto di moda oggi, è meglio preferire gli agrumi e tutta la frutta e verdura di stagione, preparando spremute e centrifugati, che l'agricoltura italiana offre in questo momento con benefici per il portafogli e il palato.

Le antiche ricette contadine

Gli agrumi sono i grandi protagonisti degli antichi rimedi contadini. “Se contro mal di gola si consiglia di fare gargarismi con succo di due limoni diluiti in mezzo bicchiere d'acqua e sale, contro il raffreddore basta tagliare un limone in due, versarne un po' di succo nel palmo della mano e aspirarlo- sostiene Coldiretti-. La fastidiosa tosse può essere sedata bevendo il succo di un limone con un cucchiaio di miele“.  Ma ci sono anche le clementine 100% italiane che proprio in questo periodo sono presenti sugli scaffali dei supermercati e ipermercati nazionali grazie all'intesa tra Federdistrbuzione, Coldiretti e Filiera agricola italiana (Fai). Prodotto di alta qualità e dalle importanti proprietà salutistiche proveniente soprattutto dalla Calabria e dalla Basilicata.

Sciacqui e decotti

Un caso di gola infiammata è utile anche fare degli sciacqui con un infuso di acqua bollente e foglie di basilico fresco oppure con 6 cucchiai di aceto di mele aggiunto a mezzo bicchiere di acqua. Per la raucedine il toccasana è un centrifugato di carote fresche e un cucchiaino di miele da bere durante la giornata. E se si aggiungono problemi bronchiali i nonni contadini preparavano un decotto con 2 o 3 cucchiai di semi di lino, acqua e mezzo bicchiere di vino rosso fatti bollire per 2 o 3 minuti. Il tutto va versato su una salvietta di cotone o di lino da piegare e mettere sul petto, lasciandolo fino a quando diventerà freddo. E per la convalescenza, nessun dubbio, mangiare pomodori crudi molto maturi o berne il succo aiuta a tornare presto in forma. Nella dieta, secondo Coldiretti, non vanno comunque trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) per preparare zuppe antigelo che, ricorda l'Agi, contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l'organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando le funzionalità intestinali.

Nei mercati

A livello generale le mele restano il frutto più consumato davanti alle  arance, mentre tra gli ortaggi preferiti dagli italiani salgono sul podio nell'ordine le patate, i pomodori e le insalate/indivie. In controtendenza rispetto al dato generale si registra un aumento degli acquisti direttamente dal produttore e nei mercati contadini. “A spingere le vendite della frutta e della verdura locali è soprattutto – spiega Coldiretti – la garanzia della stagionalità e della maggiore genuinità e freschezza del prodotto che, non essendo soggetto a lunghi tempi di trasporto, dura di più e, conseguentemente, azzera gli sprechi, rispetto soprattutto a quello proveniente dall'estero, spesso anche di minore qualità. In molti Paesi, dall'Africa al Sudamerica, è, infatti permesso l'uso di pesticidi vietati in Europa, senza dimenticare che le coltivazioni sono realizzate in condizioni di dumping sociale per il basso costo della manodopera”. Il consiglio della Coldiretti per portare in tavola prodotti di qualità resta dunque quello di “acquistare direttamente dal produttore e di verificare comunque in tutti i punti di vendita sull'etichetta o sui cartellini l'indicazione obbligatoria della provenienza”. Complessivamente la superficie italiana coltivata ad ortofrutta “supera un milione di ettari e vale oltre il 25% della produzione lorda vendibile agricola italiana. I punti di forza dell'ortofrutta italiana sono l'assortimento e la biodiversità, con il record di 107 prodotti ortofrutticoli Dop/Igp riconosciuti dall'Ue, la sicurezza, la qualità, la stagionalità che si esalta grazie allo sviluppo latitudinale e altitudinale dell'Italia, una caratteristica vincente per i prodotti ortofrutticoli del Belpaese”.

 

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