Nave Diciotti: è scontro nel Governo?

ULTIMO AGGIORNAMENTO 23:57

Èfinalmente attraccata a Catania, dopo quasi cinque giorni al largo di Lampedusa, la Nave Diciotti con 177 migranti a bordo. Ma la situazione di stallo continua. Da un lato c'è il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, che su Twitter scrive: “La nave #Diciotti attraccherà a Catania”. E poi aggiunge: “I valorosi uomini della guardia costiera – prosegue il tweet del ministro – hanno compiuto il proprio dovere salvando vite umane ad appena 17 miglia da Lampedusa. Ora l'Europa faccia in fretta la propria parte“. Ma proprio il contributo dell'Europa è determinante, per il Viminale, ai fini dell'attracco della nave in Italia. Fonti del Ministero dell'Interno, infatti, fanno sapere che Matteo Salvini non ha dato nè darà alcuna autorizzazione all'attracco di nave Diciotti, finché non avrà certezza che i 177 migranti a bordo andranno altrove.

“Se non c'è soluzione, i migranti tornano in Libia”

Intervenuto stamattina alla trasmissione Agorà Estate, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, aveva già sottolineato il concetto, aprendo per la Diciotti alla possibilità di sbarcare in Italia, a patto però che “l'Unione europea faccia la sua parte”. Il capo del Viminale ha detto che “si possono cambiare” convenzioni internazionali che hanno “20, 30, 40, in alcuni casi 50 anni di storia alle spalle”, visto che “il mondo nel frattempo è cambiato ed anche l'immigrazione è cambiata”. Poi ancora: “Se non si trova una soluzione europea – ribadisce a proposito del caso di nave Diciotti – i migranti devono tornare in Libia. Sono due mesi che l'Europa ci dice che non possiamo essere lasciato soli, alle parole ora devono seguire i fatti”.

80mila migranti in meno

Parlando più in generale dell'immigrazione, Salvini ha spiegato a Il Giornale che “da 97 mila migranti dello scorso anno siamo arrivati a 19 mila e quindi 80 mila in meno e ciò vuol dire che volere è potere. Sicuramente la gente apprezza il coraggio e la coerenza”. Tornando sul caso Diciotti, il vicepremier ha ribadito: “Siamo alle carte bollate con Malta – spiega -, c'è un aggiornamento di ora in ora ma siccome il porto lo devo dare io, lo do soltanto se l'Europa si fa carico di tutti questi soggetti, consapevole del fatto che l'unica soluzione che non è in linea con le normative è di riaccompagnarli in un porto libico. Se saremo costretti a farlo lo faremo, nonostante tutto. Li soccorreremo, li nutriremo e poi li riaccompagneremo in Libia“.

Migranti pronti al suicidio?

Dalla Nave Diciotti giunge intanto l'allarme del primo luogotenente Antonello Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia costiera italiana, che al Corriere della Sera spiega quello che sta avvenendo “uno stallo imbarazzante” perché “la nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano e le viene impedito di ormeggiare in un porto italiano”. “Noi militari ovviamente obbediamo al governo – ha sottolineato Ciavarelli – però ci aspettiamo anche una politica più risoluta nel dare disposizioni!” Anche perché se “i 177 migranti per ora sono tranquilli e i colleghi a bordo mi scrivono su WhatsApp che tutto va bene, è risaputo che se le stesse persone capissero che li vogliamo riportare in Libia o trasbordare su un'altra nave diretta in Libia, ecco che sarebbero disposti a tutto, anche al suicidio“.

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