Mattarella: “opportuna e necessaria” una riforma del Csm

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:35

Il coacervo di manovre nascoste, di tentativi di screditare altri magistrati, di millantata influenza, di pretesa di orientare inchieste e condizionare gli eventi, di convinzione di poter manovrare il Consiglio Superiore della Magistratura, di indebita partecipazione di esponenti di un diverso potere dello Stato, si manifesta in totale contrapposizione con i doveri basilari dell'Ordine Giudiziario e con quel che i cittadini si attendono dalla Magistratura”, sono parole molto determinare quelle che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ha pronunciato al Plenum del CSM di questa mattina. Oggi bisogna cambiare “pagina nella vita del Csm”, ha sottolineato la più alta carica dello stato commentando il “quadro sconcertante e inaccettabile” che emerso dallo scandalo che sta coinvolgendo in queste settimane l’organo di autogoverno della magistratura. Una situazione che obbliga il consiglio ad “una opportuna e necessaria” riforma interna, ha spiegato Matterella.

Le elezioni

Durante la riunione del consiglio il Presidente, che guida anche l’istituzione dei magistrati, ha convalidato l'elezione dei due nuovi consiglieri togati, Giuseppe Marra e Ilaria Pepe, entrambi di Autonomia e Indipendenza, il gruppo di Piercamillo Davigo, che in questo modo raddoppia la sua rappresentanza a Palazzo dei Marescialli. I due togati subentrano a Gianluigi Morlini e Corrado Cartoni, due dei consiglieri che si sono dimessi perché i loro nomi figurano nell'inchiesta di Perugia sulle nomine ai vertici degli uffici.

Il discorso 

“La Costituzione prescrive che l'assunzione di qualunque carica pubblica – comprese quelle elettive – sia esercitata con disciplina e onore, con autentico disinteresse personale o di gruppo; e nel rispetto della deontologia professionale”, ha spiegato Matterella. Per riuscirci “indipendenza e totale autonomia dell'Ordine Giudiziario sono principi basilari della nostra Costituzione e rappresentano elementi irrinunciabili per la Repubblica. La loro affermazione è contenuta nelle norme della nostra carta fondamentale, ma il suo presidio risiede nella coscienza dei nostri concittadini e questo va riconquistato”. “Quanto avvenuto ha prodotto conseguenze gravemente negative per il prestigio e per l'autorevolezza non soltanto di questo Consiglio ma anche il prestigio e l'autorevolezza dell'intero Ordine Giudiziario; la cui credibilità e la cui capacità di riscuotere fiducia sono indispensabili al sistema costituzionale e alla vita della Repubblica”, ha spiegato il Presidente.

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