Licenziamenti congelati fino a novembre

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:59

Sono congelati, almeno fino al 30 novembre i 497 licenziamenti previsti allo stabilimento Embraco della Whirlpool di Riva di Chieri, in Piermonte. E’ il risultato della trattativa promossa al Ministero dello sviluppo economico dal titolare del dicastero, Carlo Calenda, che nelle scorse settimane aveva preso posizione duramente sulle intenzioni dell’azienda. La notizia è stata comunicata dai rappresentanti sindacali nel corso di un’assemblea dei metalmeccanici a Torino: i sindacalisti hanno però precisato come il passo avanti sia al momento “insufficiente” e la lotta dei lavoratori proseguirà, a partire dallo sciopero generale del prossimo 15 marzo.   

Calenda: “Accordo raggiunto”

A rivendicare il risultato è il Ministro dello sviluppo economico, Carlo Calenda, che ha seguito personalmente la trattativa: “è stato raggiunto l'accordo per la sospensione dei licenziamenti per avere il tempo di operare una reindustrializzazione su cui Embraco e Whirpool si sono impegnati e si impegneranno anche economicamente“, ha affermato al termine dell'incontro coi sindacati, in questo periodo “i lavoratori prenderanno lo stipendio pieno, non ci sarà il part-time o riduzione di orario e questo avverrà a carico dell'azienda”. E a Calenda sono arrivati i complimenti del premier, Paolo Gentiloni, che su Twitter ha definito un “ottimo lavoro” ” un accordo importante per centinaia di lavoratori”. Più prudenti al momento i sindacalisti: la leader della Fiom, Francesca Re David, ha spiegato come le organizzazioni sindacali non siano disposte “a firmare accordi che prevedono i licenziamenti né ora né dopo”, ma vede “uno spiraglio” per una soluzione positiva. Posizione simile per il segretario generale della Uilm, Rocco Palombelli, che ha parlato di “passo avanti” ma insufficiente “per poter dichiarare chiusa positivamente la vertenza Embraco”.

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L'intervento di Tajani

L’intenzione della multinazionale di licenziare 497 dipendenti (sui 537 totali) era stata presa dopo la decisione di spostare lo stabilimento in Slovacchia, Paese membro dell’Unione Europea ma con una fiscalità molto più favorevole per Whirlpool, tanto da spingere lo stesso Calenda a parlare di “dumping fiscale” all’interno della Ue. Sulla vicenda si era mosso anche il presidente dell'Europarlamento Antonio Tajani, che ieri ha avuto una “lunga conversazione” con il Ceo mondiale di Whirlpool, nel tentativo di trovare una “soluzione positiva a favore dei dipendenti dello stabilimento”. Tajani, nei giorni, scorsi ha anche ricevuto a Bruxelles una delegazione di lavoratori dell'Embraco accompagnata dal presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.

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