LANDINI E LA FIOM IN PIAZZA CONTRO IL JOBS ACT DI RENZI

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:52

“Noi vogliamo davvero combattere la precarietà, riconquistare uno statuto dei diritti di tutti i lavoratori, dipendenti ed autonomi”. Queste le significative parole del segretario della Fiom, Maurizio Landini, per spiegare le ragioni della mobilitazione romana odierna. Aperta dallo striscione della Fincantieri, la manifestazione di Coalizione sociale è partita alle 14 per attraversare il centro di Roma: da piazza Esedra fino a piazza del Popolo. Lo slogan scelto, “Unions!”, richiama alle origini del movimento sindacale allo scopo di creare un fronte comune che si ponga in contrapposizione con le politiche di governo del premier Matteo Renzi.

“Se vuoi risolvere i problemi, devi fare milioni di assunzioni. Il problema non sono quelle di gennaio e febbraio” ha spiegato il segretario generale della Fiom aggiungendo: “Ci stiamo battendo non per 79 mila assunzioni, ma perché vogliamo risolvere i problemi con la creazione di milioni di posti di lavoro”. “Pensiamo – ha anche aggiunto Landini – che bisogna introdurre anche in Italia un reddito minimo di cittadinanza per combattere davvero la precarietà e garantire davvero il diritto al lavoro e il diritto allo studio”.

Al corteo è intervenuta anche la segretaria Cigl Susanna Camusso, presenza rimarcata subito dal segretario Fiom: “La novità vera e importante è che a questa manifestazione c’è tutta la Cgil, noi siamo della Cgil e non un’altra cosa”. Ci sono anche Rosy Bindi e Stefano Fassina. “Sono qui come parlamentare di una parte del Pd, c’è un pezzo importante di popolo che dobbiamo rappresentare. Del Pd siamo pochi ma il Pd non è fatto solo dai gruppi parlamentari e da Matteo Renzi e dispiace che Renzi tratti questa manifestazione con disinvoltura, come l’ennesima parata” dice Fassina.

Tra i manifestanti spunta anche Nichi Vendola accompagnato dai componenti di spicco di Sinistra Ecologia e Libertà: “Credo che l’impegno dichiarato di Landini sia aggregare forze nella società civile che vogliono disvelare la grande menzogna del governo Renzi”, prosegue il leader di Sel circondato dai giornalisti. Mentre si parla si parla di dinamica riformista si stanno “smantellando i diritti del mondo del lavoro”. E ancora, “con tonnellate di propaganda si cerca di nascondere la crisi”.

Non mancano però le polemiche. Critico, ad esempio, il segretario della Fim-Cisl che fornisce le cifre della partecipazione allo sciopero indetto oggi dalla Fiom nelle fabbriche per gli straordinari: “La Coalizione di Landini parte senza operai Fca: falliscono gli scioperi Fiom nelle fabbriche del Lingotto. A Pomigliano si sono fermati in 6, in Val di Sangro in 85 e così ovunque”. Mentre il presidente della Commissione Lavoro – il pd Cesare Damiano – smentisce l’annuncio della sua partecipazione.

Il grande assente, Matteo Renzi, non è sembrato affatto preoccupato della mobilitazione: “Una manifestazione contro il governo, ‘no news’, non c’è titolo. Se guardo agli ultimi sabati mi pare che manifestazioni contro il governo ce ne siano state moltissime”, ha affermato ieri al termine del Cdm, con quello che sembra un riferimento anche alla sinistra Pd. Renzi ha chiesto poi di non negare “la realtà dei fatti”, considerando l’incremento delle assunzioni a tempo indeterminato registrato già nei primi due mesi dell’anno grazie agli sgravi fiscali introdotti dalla legge di stabilità a partire da gennaio.

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