La marcia dei no Tav in Val di Susa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:28

Nuova marcia in Val di Susa contro la Tav. Il corteo, composto da un migliaio di persone, è partito da Veneaus e ha raggiunto il cantiere di Chiomonte (To) della Torino-Lione.

La manifestazione

Non si registrano tensioni anche sei partecipanti hanno cercato di forzare il fil di ferro che delimita il perimetro dell'area dove si svolgono i lavori dell'alta velocità. “La Valle che resiste. No Tav” è lo striscione che apre la marcia, tra gli eventi del festival dell'Alta Felicità, la manifestazione ispirata alla cultura dello sviluppo sostenibile e all'opposizione alle grandi opere. Tra i partecipanti i leader storici del movimento No Tav, come il valsusino Alberto Perino. “Continuiamo a essere vigili, attenti, non ci fidiamo delle dichiarazioni dei giornali e vogliamo vedere atti concreti – dice – Perché un governo non opera con selfie, ma attraverso i documenti. Oggi come ieri siamo quindi pronti a resistere”. Alla passeggiatapartecipano famiglie, alcune anche con bambini. Molti i partecipanti provenienti da tutta Italia e, dall'estero, Francia e Slovenia in particolare.

Dibattito

La mobilitazione avviene nei giorni in cui la Tav è tornata prepotentemente al centro del dibattito politico. Due giorni fa era circolata la notizia, poi smentita dal governo, di un Giuseppe Conte pronto a ordinare lo stop ai lavori. Palazzo Chigi ha però precisato che nessuna decisione è stata presa e il dossier non è stato ancora esaminato dal presidente del Consiglio. Di certo c'è che le due anime dell'esecutivo sulla grande opera la pensano diversamente: contrari i grillini, favorevole la Lega. Ieri fonti della Commissione europea hanno fatto sapere che un eventuale ritiro dell'Italia dal progetto non comporterebbe una penalità dal 2 al 10%, né Roma sarebbe esclusa da ulteriori finanziamenti infrastrutturali. Tuttavia, aggiungono le stesse fonti citate dall'Agi, la Commissione non esclude che possa chiedere all'Italia di rimborsare il contributo del Cef già erogato. Si tratta dello strumento finanziario utilizzato per migliorare le reti europee nei settori dei trasporti, dell'energia e delle telecomunicazioni. L'entità di tale rimborso non è, però, al momento quantificabile. 

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