La marcia degli agricoltori: “Non vogliamo morire di Xylella”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:21

Lecce bloccata stamattina da due diversi cortei di agricoltori che chiedono più efficaci interventi contro il dilagare della Xylella, il batterio che sta provocando un massacro di alberi di ulivi in tutto il Salento. I manifestanti marciano però divisi: da Foro Boario, all'ingresso nord di Lecce è partito il corteo di Coldiretti e Unaprol (aperto da un ulivo morto) diretto in piazza Sant'Oronzo, nel cuore della città salentina, proprio dove ieri è stata diagnosticata a un ulivo millenario l'infezione da questo batterio killer. Dall'altra parte della città, nel quartiere Settellacquare parte il corteo degli agricoltori di Confagricoltura, Cia, Copagri, Lega delle cooperative e organizzazioni anche non agricole che dirigeranno verso piazza Mazzini.

La Xylella sale verso Nord a due chilometri al mese

Ogni mese la Xyella sale di due chilometri verso Nord e ha già provocato danni per 1,2 miliardi di euro con 21 milioni di piante infette, si tratta di “una strage di ulivi che lascia un panorama spettrale mentre si continua a perder tempo con annunci, promesse ed inutili rimpalli di responsabilità”. E' quanto emerge dal Dossier “Coraggio Salento” elaborato da Coldiretti e Unaprol, che con migliaia gli agricoltori stanno manifestando a Lecce “contro la gestione inconcludente dell'emergenza Xylella dopo anni di annunci, promesse, rimpalli di responsabilità tra Unione europea, Ministero e Regione e decreti senza impegni concreti”. Se non verrà fermata l'epidemia nei prossimi cinque anni – denuncia la Coldiretti – rischia di essere infettato l'intero Mezzogiorno d'Italia. “Dall'autunno 2013, data della prima segnalazione di anomali disseccamenti su un appezzamento di olivo a Gallipoli – sottolinea Coldiretti – la malattia si estende senza che sia stata applicata una strategia efficace per fermare il contagio che dopo aver fatto seccare gli ulivi leccesi ha intaccato il patrimonio olivicolo di Brindisi e Taranto, arrivando pericolosamente a Monopoli, in provincia di Bari, con effetti disastrosi sull'ambiente, sull'ambiente, l'economia e sull'occupazione”. Secondo Coldiretti “serve ora un deciso cambio di passo con risorse adeguate per gli agricoltori colpiti dell'area infetta che vogliono soltanto avere la libertà di espiantare, reimpiantare e non morire di Xylella e burocrazia“.

Emiliano: “Dl Xylella non finanziato adeguatamente”

 “La battaglia continua. Non cessa lo stato di mobilitazione dell'intera Puglia al fianco della olivicoltura della nostra Regione. Abbiamo sostenuto da soli il ministro Centinaio che era stato abbandonato e oltraggiato da parte delle sua stessa maggioranza, che aveva già ottenuto di trasformare il decreto legge in disegno di legge all'evidente scopo di parcheggiarlo nei meandri del Parlamento”. Lo afferma in un post su facebook il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, secondo cui però il dl sulla Xylella “non è finanziato adeguatamente, servono 500 milioni di euro in cinque anni per fare davvero il minimo necessario per centinaia di migliaia di olivicoltori”. Emiliano chiede inoltre al mondo dell'agricoltura pugliese “di superare ogni divisione e di lottare uniti per ottenere i finanziamenti necessari alla ricostruzione del potenziale produttivo della nostra olivicoltura”.

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