Due ddl per salvare i Comuni montani

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:40

Evitare lo spopolamento dei Comuni montani attraverso l'istituzione di Zone economiche speciali (Zes). Questo il cuore di due disegni di legge che portano la firma rispettivamente delle senatrici Alessandra Gallone – capogruppo Fi in commissione Ambiente – ed Elena Testor, capogruppo azzurro in Commissione Politiche dell'Unione europea. Se ne è parlato oggi durante una conferenza stampa nella sala “Caduti Nassirya” di Palazzo Madama.

Cosa prevedono

“Proteggere le zone più fragili è un obbligo che chi governa non può eludere – ha la presidente dei senatori di  Forza Italia Anna Maria Bernini – Il nostro obiettivo è di imprimere velocità alle nostre proposte per frenare il degrado e lo spopolamento dei piccoli comuni”. I due provvedimenti prevedono, tra l'altro, detrazioni fiscali per attività commerciali e imprenditoriali già esistenti o in programma di realizzazione, semplificazione burocratica, esonero contributivo per nuove assunzioni a tempo indeterminato, agevolazioni fiscali per gli immobili. Il ddl Gallone inoltre chiede una delega al governo per il recupero di edifici di particolare interesse economico, storico o paesaggistico, mentre il ddl Testor prevede anche interventi in favore del trasporto pubblico per i Comuni delle zone montane.

Rischio spopolamento

“I piccoli paesi sono la spina dorsale dell'Italia – ha spiegato Gallone – Non possiamo dimenticarli, anche perché spopolare questi territori significa gravare sulle città e lasciare i territori senza cura. Il disegno di legge nasce proprio con l'obiettivo di evitare l’abbandono e lo spopolamento dei comuni montani. Al contrario del governo dai grandi titoli ad effetto, noi lavoriamo su fatti concreti”. Testor, da parte sua, ha fatto notare che “lo spopolamento non è uniforme ed è ridotto nei comuni meglio amministrati. Ciò dimostra che sono le cattive politiche a condannarli. Oggi – ha proseguito – i territori di montagna, fatta eccezione per quelli che hanno sviluppato il turismo, vivono una situazione di seria marginalità e di profondo svantaggio soprattutto a causa della crisi impietosa che ha colpito le aziende, del progressivo taglio di servizi strategici, della carenza infrastrutturale”.

Operazione rilancio

Il senatore Massimo Berutti ha condiviso i ddl definendoli “monoliti nel sistema di rilancio del Paese. Un'azione intelligente, proprio perchè i precedenti provvedimenti di istituzione delle Zes non prendevano in considerazione le zone montane“. Alla conferenza stampa ha preso parte anche il presidente dell'Unione nazionale comuni comunità enti montani (Uncem), Marco Bussone, soddisfatto dell'iniziativa parlamentare di Forza Italia, sottolineando che “questa attenzione politica ribalta finalmente il vecchio meccanismo culturale, che vedeva la montagna abbandonata a se stessa”. Parole condivise dal vicepresidente Uncem, Alberto Mazzoleni: “I piccoli comuni montani – ha affermato – sono gli unici presidi che restano per lo sviluppo e la coesione territoriale e questi provvedimenti rappresentano la strada giusta da perseguire“.

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