Gabrielli: “Le nostre forze dell’ordine siano interpreti del presidio di legalità”

Le dichiarazioni del capo della Polizia a Palermo, al margine della cerimonia in ricordo del 41esimo anniversario dell'omicidio del capo della mobile Giorgio Boris Giuliano

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:34

“Oggi abbiamo bisogno di mantenere unita la collettività nazionale in questo momento di ovvia sofferenza. Tutto quello che è successo lascerà delle conseguenze. Noi per vocazione siamo un po’ il pronto soccorso della società e quando si verificano situazioni di malessere e sofferenza che possono tradursi in manifestazioni di piazza, in questo momento dobbiamo dimostrare la professionalità che ci è propria, la capacità di entrare in empatia con la sofferenza e il bisogno della gente. In questo momento, non mi stanco mai di dirlo a chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico, ai prefetti e ai questori, di essere particolarmente attenti a interpretare il bisogno della gente. Abbiamo bisogno non di esercizi muscolari. Le nostre forze dell’ordine si facciano ancora una volta interpreti del presidio di legalità“.

Sono le parole del capo della Polizia, Franco Gabrielli, che al termine della cerimonia in ricordo del 41esimo anniversario dell’omicidio del capo della Mobile di Palermo, Giorgio Boris Giuliano, ha conversato con i giornalisti.

I due grandi temi

Il capo della Polizia ha voluto sottolineare come al momento sono due i grandi temi a cui le forze dell’ordine devono prestare particolare attenzione: il primo riguarda la possibilità che la crisi economica diventi terreno fertile per le organizzazioni criminali; il secondo è l’ordine pubblico.

“Abbiamo costituito un osservatorio a livello nazionale, presso la direzione centrale della polizia criminale che – ha spiegato – ha come oggetto di monitorare, indirizzare e fornire al decisore politico tutte quelle che sono le indicazioni che possono essere utili per le misure che devono essere intraprese per contrastare questa possibilità“.

Per il tema dell’ordine pubblico, Gabrielli ha affermato: “Sono convinto che queste situazioni provocheranno nel tessuto sociale delle lacerazioni perché molte persone avranno difficoltà a riprendere l’attività. Quando il lavoro viene meno aumenta la disperazione e lo stato di sofferenza delle nostre popolazioni”.

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