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Trump cambia: Nauert all'Onu, Barr alla Giustizia

Detto fatto: Donald Trump ha nominato Heather Nauert rappresentante permanente degli Stati Uniti alle Nazioni Unite, dando seguito concreto ad alcuni rumors arrivati da Oltreoceano alcune ore fa. Una mossa che si affianca a quella che porterà (Senato permettendo) William Barr sulla poltrona di Attorney general al posto di Jeff Sessions. Entrambi i nomi sono stati annunciati dallo stesso Donald Trump durante una conferenza stampa alla Casa Bianca e, almeno per quanto riguarda l'ex giornalista di Fox News, le polemiche sono tutt'altro che mancate: Heather Nauert, da aprile scorso portavoce del Dipartimento di Stato, è alla sua prima esperienza politica e il suo profilo si attaglierebbe a quello ricercato dal Tycoon, che vorrebbe affidare il ruolo di Nikki Haley (dimissionaria, con scadenza del mandato a gennario) a una persona di fiducia e “con noi da molto tempo”.

I dubbi su Nauert

Del resto, risulta piuttosto evidente la diversità nel curriculum delle due ambasciatrici: Haley ha infatti alle sue spalle un doppio mandato come governatore della South Carolina. E, nonostante il passato da navigata giornalista e anchor di una rete comunque tra le più importanti negli Stati Uniti, le sfide per Nauert sembrerebbero richiedere un'esperienza maggiore nell'ambito della politica, considerando le difficili situazioni diplomatiche con Cina e, soprattutto, Iran, tra l'altro nelle ultime ore strettamente connesse dalla vicenda Huawei. Va da sé che, soprattutto dall'insediamento di Trump alla Casa Bianca, il ruolo di rappresentante all'Onu abbia assunto elevate proporzioni e un'importanza decisamente strategica, vista anche la politica comunicativa adottata da Haley nei suoi due anni a Ginevra.

Le sfide di Barr

Anche per questo il voto del Senato, dove pure Trump ha ottenuto la maggioranza alle recenti midterm elections, non appare così scontato. Per quanto riguarda Barr, il presidente degli Stati Uniti ha garantito che si tratta di “uno dei giuristi più rispettati del Paese, un avvocato molto rispettato” e di “un uomo fantastico, un uomo brillante”. Il futuro possibile Attorney ha rivestito il ruolo di procuratore generale dal 1991 al 1993 e, attualmente, è consulente nell'ufficio di Washington dello studio legale Kirkland & Ellis: “Penso che servirà con grande distinzione”. Anche per Barr le questioni spinose non saranno poche, da un lato perché sostituire un ex fedelissimo con Sessions non sarà semplice, dall'altra perché la vicenda Russiagate potrebbe pesare in modo sostanziale e a breve termine sulla sua politica al Dipartimento di giustizia.

Mattia Damiani

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