Ok dei ministri Ue all'intesa

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:36

Via libera dei ministri degli Affari europei dei 27 Paesi Ue all'accordo sulla Brexit. “Il primo passo difficile è stato compiuto, siamo riusciti a preservare l'unità” ha commentato Gernot Blumel, rappresentante dell'Austria, presidente di turno dell'Unione. 

Transizione

Michel Barnier ha, intanto, spiegato che se il Regno Unito intende prolungare il periodo di transizione oltre il 31 dicembre 2020 dovrà continuare a contribuire al bilancio di Bruxelles. “Se si prolunga la transizione e la partecipazione del Regno Unito al mercato unico e all'unione doganale – ha detto il capo negoziatore Ue – ci sarà un accordo da trovare sul piano del contributo finanziario all'Ue”. Barnier ha, però, sottolineato che per il momento la questione è “molto prematura”. 

Industriali con May

In Gran Bretagna il piano May, su cui è stata raggiunto un primo accordo con l'Ue, ha provocato non poche fribrillazioni nel governo, ma ha incassato il placet del mondo imprenditoriale. La confindustria britannica (Cbi), in particolare, ha definito il testo come “un progesso duramente conquistato“. Per gli industriali, la cosa importante è che se l'accordo verrà confermato consentirà al Regno Unito di passare alla fase di transizione dopo la Brexit. Questo ha l'enorme vantaggio di impedire alle imprese “lo spettro di un'uscita senza accordo” con Bruxelles. “Non è un accordo perfetto – ha osservato Carolyn Fairbairn direttore generale Cbi – ma è un compromesso che ci ha evitato il peggior risultato possibile“, che avrebbe portato a immediati dazi tra Ue e Gran Bretagna. Durante l'assemblea di oggi, diversi rappresentanti del mondo del business hanno condiviso l'approccio di Fairbairn, “Dobbiamo ottenere il meglio da una brutta situazione“, ha detto Peter Stevenson, responsabile finanziario di GolfNow, una società di servizi digitali. “Una Brexit 'no-deal' non e' un'opzione per il business britannico, perche' ostacolerebbe il mercato libero che è importante er noi e per il nostro settore che importa componenti ed esporta a livello globale”, ha affermato il numero uno della casa automobilista McLaren, Mike Flewitt, dando anche lui il suo appoggio al progetto di accordo con la Ue.

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