“Le sanzioni Onu? Un atto di guerra”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:03

Un atto di guerra“. Così la Corea del Nord ha bollato le nuove sanzioni imposte dalle Nazioni Unite. “Consolideremo ulteriormente il nostro deterrente nucleare per sradicare radicalmente le minacce nucleari degli Usa, i loro ricatti e le mosse ostili per stabilire un equilibrio con i loro armamenti“, fa sapere in una nota il ministero degli Esteri di Pyongyang secondo la Bbc online. 

La nota

L'ultima stretta dell'Onu rappresenta “una violenta violazione della sovranità della nostra repubblica e un atto di guerra che distrugge la pace e la stabilità della penisola coreana e di una vasta regione – precisa il comunicato di Pyongyang -. Gli Stati Uniti terrorizzati per la storica realizzazione del completamento della nostra forza nucleare, stanno diventando sempre più deliranti nelle mosse per imporre sanzioni sempre più severe e pressioni sul nostro Paese” spiega ancora la nota del ministero degli Esteri di Pyongyang. 

Giro di vite dell'Ue

Alle sanzioni del Palazzo di Vetro, peraltro, nei prossimi giorni potrebbero aggiungersi quelle dell'Unione europea. “L'Ue assicurerà la piena trasposizione nella legislazione europea della nuova risoluzione Onu sulle sanzioni alla Corea del Nord il prima possibile, e in più, continua a considerare ulteriori misure autonome per aumentare la pressione” ha affermato in una dichiarazione un portavoce dell'Alto rappresentante Ue, Federica Mogherini, sottolineando che “è verosimile che ulteriori misure saranno adottate a inizio 2018”. Le ulteriori misure restrittive di Onu e Ue, ha aggiunto il portavoce, “inviano un altro forte messaggio alle autorità nordcoreane che l'unica soluzione fattibile resta il suo impegno in un dialogo credibile con la comunità internazionale“.

La stretta

Le sanzioni Onu riaguardano l'importazione di prodotti petroliferi, limitati a 500 mila barili all'anno, così come il greggio, portato a 4 milioni di barili. Inoltre, come annunciato anche nella bozza presentata in Consiglio, tutti i cittadini nordcoreani che lavorano all'estero dovranno far ritorno entro 12 mesi. Bandita, in uscita, la compravendita di beni quali macchinari industriali e altre apparecchiature

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