La nuova direttrice dei Musei Vaticani: “Voglio portare armonia”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:47

Dopo vent’anni trascorsi nella Biblioteca Apostolica e sei mesi passati ad affiancare il prof. Paolucci, Barbara Jatta si appresta ad assumere a pieno titolo la direzione dei Musei Vaticani, prima donna nella storia di una delle istituzioni culturali più prestigiose del mondo. Un incarico che le è stato affidato in un modo che lei stessa ha raccontato nel corso della presentazione ufficiale alla stampa: convocata un po’ a sorpresa dal Bibliotecario mons. Brugues, dopo che aveva presentato al S. Padre un’opera grafica sulla Misericordiae Vultus. Una presentazione durante la quale Francesco l’aveva seguita con grande attenzione, evidentemente valutandone le doti professionali. Perché su una cosa la professoressa Jatta è stata molto chiara: ”Nessuna discriminazione per essere donna, sono sempre stata apprezzata e stimata per il mio lavoro e di questo ne sono grata”. E altrettanto chiara la direttrice è stata su cosa porterà della sua sensibilità femminile: “Ho sempre cercato l’armonia tra le persone e le cose e ci sono tutti i presupposti perché questo possa avvenire anche qui: tra le persone perché c’è una grande squadra, ci sono grandi professionalità; e tra le cose seguendo la politica della direzione Paolucci nella linea della conservazione preventiva, del restauro e della manutenzione”.
In questo quadro sono molti i progetti ma alcuni hanno la priorità: “Nel 2017 continueremo, anche se non terminerà, il restauro della Sala di Costantino nelle Stanze di Raffaello. Stiamo predisponendo i lavori per l’affresco della battaglia e a fine gennaio presenteremo anche la nuova illuminazione e la climatizzazione. Per due o tre anni ci saranno ponteggi nel Cortile della Pigna, dove abbiamo già recuperato la cromia degli intonaci originali che sono bellissimi e poi faremo un intervento nell’appartamento Borgia”.
Un’altra operazione importante riguarda il Braccio di Carlo Magno, nel colonnato di S. Pietro: “Dopo tre anni di chiusura e restauri è pronto per essere riaperto. Se non cambierà la data l’11 maggio sarà inaugurata una mostra sulla Menorah organizzata con il Museo Ebraico. Sarà un piano unico, rispetto ai due precedenti, e il Braccio diventerà uno spazio espositivo idoneo per lo Stato della Città del Vaticano”. In quella sede dovrebbe essere ospitata anche una rassegna di pittura russa. Proprio gli scambi culturali rappresentano un altro grande impegno per i Musei Vaticani. La mostra inaugurata da Jatta e dal presidente del Governatorato card. Bertello a Mosca un mese fa, ad esempio, sta riscuotendo un successo enorme. “Sono 42 opere della Pinacoteca, hanno già venduto tutti i biglietti fino alla fine di gennaio e ci hanno chiesto una proroga di dieci giorni, fino ai primi di marzo – ha spiegato Jatta – Ma nell’epoca della direzione Paolucci (nove anni, ndr) bisogna considerare che sono state ben 3700 le opere di diverse collezioni uscite per prestiti, con quel che comporta di lavoro, movimentazione, trasporto, sostituzione nelle esposizioni e così via”.
Infine, qualche notizia sull’impegno “solidale” dei Musei, in particolare nei confronti delle zone terremotate: “Si sono già alternati cinque restauratori, quattro nelle prime due settimane e due nella terza. Finora – ha spiegato Jatta – nella diocesi di Spoleto-Norcia, perché con il vescovo mons. Boccardo c’è un legame particolare essendo stato segretario generale del Governtorato, sono state revisionate 25 chiese, sei cicli di affreschi sono stati messi in sicurezza e recuperati circa 25 pezzi e frammenti importanti per la ricostruzione di opere sotto le macerie, il tutto in collaborazione con la Sovrintendenza e i carabinieri. Sono una ventina su 65 i restauratori che si sono resi disponibili e nelle prossime settimane il lavoro continuerà, in due fasi. La prima è quella di recupero dei frammenti, che poi vengono portati in un deposito a Spoleto. La seconda sarà un’opera di restauro che penso effettueremo, per motivi pratici, nei nostri laboratori”.

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