Stallo Open Arms, la proposta di Toninelli

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:04

Un ulteriore passo in avanti” sul caso Open Arms: parla in questi termini il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, che dopo il rifiuto della nave di affrontare sette giorni di navigazione per raggiungere il porto andaluso di Algeciras e le difficoltà palesate per recarsi con i 99 migranti rimasti a bordo (perché altri 8 sono stati sbarcati nella notte per motivi medici) verso quello di Minorca, ha messo a disposizione dell'equipaggio le navi della Guardia Costiera italiana. Il ministro ha infatti spiegato che a seguito dell'”incredibile rifiuto” di Open Arms di farsi scortare in Spagna dalle navi italiane, il prossimo passo sarà “portare noi, con la nostra Guardia Costiera, nel porto iberico che ci verrà indicato tutti i migranti che sono a bordo della Open Arms”. A una condizione però: “La Spagna faccia prima, a sua volta, un passo in avanti e tolga immediatamente la sua bandiera dalla nave Ong”.

La soluzione italiana

Continua, dunque, il braccio di ferro a tre fra i due Paesi europei e l'equipaggio della nav ong, per la quale lo sbarco continua a restare la soluzione migliore: “Se poi vogliono prendersi l’onere di portare queste persone in Spagna – ha spiegato il presidente Riccardo Gatti -, noi non lo possiamo fare”. Le principali obiezioni dell'equipaggio riguardano le condizioni dei migranti rimasti a bordo, segnalati come fortemente provati e non in grado di affrontare un'ulteriore traversata a bordo di Open Arms (alla quale il Mit aveva offerto la scorta delle navi della Guardia Costiera “per accompagnare l’ong verso il porto spagnolo, con tutto il sostegno tecnico necessario, per far sbarcare lì tutti i migranti a bordo”) ma anche di altre imbarcazioni.

Proposte e critiche

In sostanza, per Open Arms la via dello sbarco immediato resterebbe l'unica percorribile, avallando la soluzione del trasferimento in Spagna ma attraverso altri mezzi: “Per dare dignità ai naufraghi potrebbero trasferirli a Catania e da lì in aereo portarli a Madrid – ha detto ancora il presidente Riccardo Gatti -. Affittare un boeing per 200 persone viene 240 euro a passeggero. La soluzione Aquarius, lo scorso anno, per una nave della Guardia Costiera è costata 250 mila euro mentre la spesa per l'altra nave neanche si è saputa”. Uno stallo che, a ogni modo, non piace neanche a Madrid da dove sono state mosse critiche sia all'Italia che alla ong: “La Open Arms – come spiegato dallla vicepremier Carmen Calvo a Cadena Ser – non ha voluto andare a Malta. Noi stavamo lavorando in colloqui con il governo maltese, ma loro hanno deciso di dirigersi verso l’Italia… Abbiamo offerto ogni tipo di aiuto: medico, viveri. Non capiamo la posizione della Open Arms. Abbiamo offerto il porto più vicino, non possiamo portare i nostri porti in Italia”. E per quanto riguarda il nostro Paese, la vicepremier precisa: “Non c’è nessun accordo con il governo italiano”.

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