Emergenza infanticidi

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:46

Si tratta del settimo caso in sei mesi. Numeri sconcertanti. Che ci parlano di una piaga assai dolorosa, quella degli infanticidi. L'ultimi episodio in tal senso è avvenuto in Campania, per la precisione a Sant'Egidio del Monte Albino (Salerno). Entrambi i genitori, Giuseppe Passariello e Imma Monti, sono accusati di omicidio pluriaggravato e maltrattamenti.

La ricostruzione della vicenda

Stiamo parlando della drammatica storia di Iolanda, morta soffocata nella notte tra il 21 e il 22 giugno. L’ipotesi di un possibile decesso per soffocamento è stata negata da Passariello. Al giudice l'uomo ha spiegato che la figlia soffriva di un’afta, che le avrebbe gonfiato notevolmente le guance. Avrebbe anche spiegato di aver utilizzato ghiaccio per curare il gonfiore. Sono state riscontrate anche ustioni su mani e piedi. Passariello le ha motivate dicendo che la figlioletta si sarebbe ferita accidentalmente, vicino ad un fornelletto. Di tutt'altro avviso l'ipostesi investigativa. Tra le intercettazioni dell'autorità giudiziaria ne è emersa una molto rilevante. Si tratta di una captazione ambientale, dove passariello dice alla moglie: “Non apriamo bocca o andiamo in galera“. Si fa riferimento anche ad un cuscino sul quale la signora chiede lumi al marito per capire se disfarsene o meno. Poi la madre della piccola afferma: “L'omicidio l'abbiamo fatto”. E lui: “Non lo devi dire”. 

Il contesto della tragedia

Gravano in particolare sul padre della piccola alcuni precedenti penali e seri problemi di tossicodipendenza. La mamma Imma, di Angri, moglie e madre insospettabile, senza macchie nel passato. Si erano trasferiti da un annetto e mezzo a Sant’Egidio del Monte Albino, dove vivevano con Jolanda ed il primogenito, Andrea, di 2 anni. Vivevano in grosse difficoltà economiche e litigavano spesso, soprattutto negli ultimi tempi. Infatti la famiglia era seguita da tempo dalle assistenti sociali. A loro la mamma di Jolanda si era rivolta più volte per chiedere un aiuto, per denunciare lo stato di precarietà in cui erano costretti a vivere. Nelle ultime settimane l’uomo era fuggito da una comunità di recupero. E proprio la droga è una parte rilevante in un altro recente caso: quello di un bambino, che nonostante la presenza della madre, avrebbe ingerito cocaina in un parco pubblico di Piacenza. 

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