“Sono venuta per voi”

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Kibeho, che in lingua locale significa “il posto del freddo”, è un piccolo villaggio situato nella provincia meridionale del Ruanda, esattamente nel distretto amministrativo di Nyaruguru. Esteso su un piccolo lembo di terra disseminato da numerose colline, il paese ha l’aspetto di un luogo veramente desolato e povero. Non lontano dal villaggio vi è una piccola sorgente del Nilo.

Qui, proprio nel cuore del continente africano, tra il 28 novembre 1981 e la stessa data del 1989, è apparsa la Vergine Maria a tre alunne di un collegio delle suore Benebikira (figlie della Vergine). Sono le uniche apparizioni mariane riconosciute ufficialmente dalla Chiesa cattolica in Africa. Il culto pubblico a Kibeho sui luoghi delle apparizioni è stato approvato ufficialmente dal vescovo di Butare, mons. Jean Baptiste Gahamanyi, nell’agosto del 1988. Nel 1992 gli succede mons. Agostino Misago, vescovo di Gikongoro, diocesi sotto la quale era passata nel frattempo Kibeho. E, dopo circa 20 anni dalla prima apparizione, in seguito a indagini rigorose portate avanti da una commissione di studio medica e teologica, il 29 giugno del 2001, come per Fatima e Lourdes, la Chiesa riconosce l’autenticità delle apparizioni.

A 35 anni dalla prima apparizione, proprio per capire meglio cosa è accaduto, ci siamo recati con tutta la nostra famiglia nel piccolo villaggio di Kibeho. Dopo aver percorso un lungo tratto di strade sterrate e polverose, che sovente ci consentiva di ammirare vallate molto estese, dopo aver lambito vaste piantagioni di tè ed attraversato piccoli ruscelli, passando su rudimentali ponti, siamo finalmente giunti al Santuario di Nostra Signora dei Dolori a Kibeho. Qui abbiamo incontrato Padre Marc, giovane sacerdote della congregazione dei Pallottini alla quale è stata affidata la gestione del Santuario sorto nel 2003, un profondo conoscitore degli eventi di quegli anni.

Ci accoglie subito con un gran sorriso, segno della grandissima ospitalità del popolo ruandese, e ci accompagna nella visita del luogo in cui la Vergine è apparsa spiegandoci quanto accaduto. Tre sono le ragazze coinvolte. La prima persona ad avere apparizioni della Vergine Maria. il 28 novembre 1981 è Alphonsine Mumureke, un’allieva della scuola secondaria di Kibeho. Aveva 16 anni e cadde a terra in estasi davanti alle compagne mentre serviva in tavola, nel refettorio. Afferma di aver visto una “Signora” di una bellezza incomparabile che le si presenta con il nome di “Madre del Verbo” (Nyina wa Jambo). Alphonsine è entrata nella congregazione delle Suore cappuccine ed attualmente vive in un convento in Italia.

La seconda protagonista delle apparizioni è Nathalie Mukamazimpaka all’epoca diciottenne, alla quale la Vergine si presenta come la “Madre di Dio” (Umubyeyi w’Imana). Nathalie vive tuttora a Kibeho. A lei la Madonna chiede di fare lunghi digiuni per partecipare alla sofferenza di Nostro Signore. Infatti non sta bene. “È abbastanza sofferente” ci dice padre Marc, e per questo motivo non riusciamo ad incontrarla nei giorni della nostra visita.

La terza veggente è Marie Claire Mukanganga. Inizialmente la ragazza, che ha 21 anni, si mostra decisamente scettica ed incredula dinanzi alle apparizioni avute dalle due compagne del collegio. Ma l’inaspettata ed improvvisa visione della Vergine avuta nel marzo del 1982, segna una svolta nello sviluppo dei fatti in quanto porta moltissima gente a credere alla veridicità delle apparizioni. La Vergine tiene in mano un Rosario mai visto prima, il Rosario dei sette dolori, e le affida il compito di farlo conoscere al mondo. Marie Claire è stata uccisa durante il genocidio del 6 aprile 1994 in Ruanda.

I messaggi che la Vergine lascia alle tre ragazze sono semplici, ma densi di significato. Sono destinati non solo al popolo ruandese e neppure alla sola Africa, bensì al mondo intero. La “Madre del Verbo” o anche “Madre degli uomini” come si è autodefinita, rivelò alle veggenti che era apparsa per “ricordare e aiutare”. “Sono venuta per ricordarvi ciò che avete dimenticato. Ad annunciarvi che il mondo va male; a dirvi che dovete pregare e ricondurvi sulla buona strada e a chiedervi di praticare le virtù cristiane, soprattutto l’umiltà e l’amore» (dall’apparizione del 21 maggio 1983). È venuta, dunque, per ricordare il “Vangelo dimenticato“.

I messaggi sono un appello urgente al pentimento ed alla conversione del cuore, senza i quali l’uomo rischia di cadere in un abisso. “Il mondo corre verso la sua rovina, sta per cadere in un baratro” afferma la Vergine. In essi c’è l’invito a pregare incessantemente e senza ipocrisia, a recitare con sincerità il Rosario ed in particolare il Rosario dei sette dolori di Maria, a pregare continuamente per la Chiesa che va incontro a grandi tribolazioni, ad offrire la penitenza ed il digiuno e a non temere la sofferenza perché essa è salvifica e nessuno arriva al cielo senza soffrire. Ma tra i messaggi, ci spiega Padre Marc, ve n’è uno misterioso ripetuto più volte dalla Vergine, “la fede e l’incredulità giungeranno senza che ve ne accorgiate”.

E’ il 15 agosto 1982. Quel giorno a Kibeho accorrono circa 20 mila fedeli convinti che la Madonna abbia dato appuntamento alle veggenti per festeggiare l’Assunzione. Invece appare alle tre ragazze molto triste, addirittura in lacrime: “Quel che mi affligge è che io vi parlo, ma voi non mi ascoltate. Io voglio alzarvi, ma voi restate a terra. Io vi chiamo ma fate orecchio da mercante. Il mondo è in pericolo: se non fate nulla per cambiarlo cadrete nel baratro”. La Madonna mostra immagini terrificanti alle tre ragazze: fiumi di sangue, incendi, persone che si uccidono tra loro, cadaveri abbandonati senza sepoltura, corpi decapitati e sanguinanti e molto altro. Visioni che profeticamente si concretizzano diversi anni dopo, durante il genocidio del 1994.

Il messaggio risulta ancora più sconvolgente se si pensa che durante il genocidio, molti andarono a rifugiarsi nella stessa Chiesa parrocchiale di Kibeho dedicata alla Madre di Dio pensando di poter godere di una particolare protezione del cielo, ma non fu così. Nell’aprile del 1994 la Chiesa venne data alle fiamme e le persone morirono arse vive. Persero la vita durante i massacri oltre 10mila Tutsi. La piccola sorgente del Nilo, non molto distante dal paese, divenne veramente color rosso sangue e l’anno seguente 8mila Hutu vennero massacrati sul piazzale delle apparizioni.

Tra i messaggi lasciati dalla Vergine vi era anche quello di costruire una cappella commemorativa delle apparizioni. Per questo dinanzi al luogo delle apparizioni è stata eretta una Chiesa che ha preso il nome di Chiesa di Nostra Signora dei Dolori, la cui consacrazione solenne avvenne nel maggio del 2003.

Nel “Paese delle mille colline”, così viene chiamato il Ruanda, il Santuario mariano di Kibeho è oggi un luogo di preghiera e di pellegrinaggi soprattutto da parte dei fedeli del Ruanda e dei paesi confinanti, ma arrivarci è molto difficile. La strada è tortuosa e richiede ore di cammino perché le infrastrutture per raggiungere questa meta di preghiera sono carenti. Dopo aver trascorso un breve momento di preghiera all’interno dei luoghi dove sono avvenute alcune delle apparizioni, decidiamo di tornare a casa.

Padre Marc ci lascia con un interrogativo più che con una risposta: “Perché la Vergine ha scelto di apparire in un luogo così povero, sconosciuto, quasi dimenticato? Essa probabilmente vuole aiutarci a tornare al cuore del Vangelo, non è venuta per dare un nuovo insegnamento ma per ricordare qualcosa che è stato dimenticato, per invitare ad un risveglio spirituale che spinge a procurare la salvezza. Ciò che l’affligge maggiormente è l’indurimento del nostro cuore“.

Ma non si rivolge ad un solo individuo, ed il suo messaggio non è limitato nel tempo, mira a rinnovamento spirituale dei cristiani “si rivolge a tutti gli uomini, al mondo intero. Oggi, più che mai, il messaggio della Vergine di Kibeho resta di grande attualità per ogni uomo”. Così il 28 novembre 1989 nell’ultima apparizione dice: “Figli miei, pregate, pregate! Seguite il Vangelo di mio figlio e mettetelo in pratica” e poi rivela tutto l’amore di madre: “Figli miei, vi amo! Vi amo! Vi amo! Vi amo molto!“.

Tratto da “Sempre”

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