Sette diaboliche, crimini e misteri

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Troppo spesso il fenomeno delle sette sataniche viene sottovalutato e considerato alla stessa stregua della delinquenza comune. Così facendo si ignora il dolore di centinaia di persone ostaggio di questi gruppi. Una sofferenza che non è solo psicologica, ma anche e soprattutto spirituale. Della questione si è occupata La Stampa di Torino con un’intervista a don Aldo Buonaiuto, in prima linea nella lotta al satanismo, che riportiamo integralmente.

«Nell’Italia segreta dell’occultismo c’è un’escalation di crimini»

Boom di satanismo e sette. In pochi giorni, prima due morti ad Alessandria per un omicidio-suicidio provocato da una pseudo-religione cubana, poi alle porte di Roma è stato ucciso un santone polacco di 45 anni, appartenente ad una setta “La cascina dei ricostruttori di San Feliciano” a poche centinaia di metri dal cimitero fra i comuni di Palestrina e Zagarolo. Secondo gli inquirenti e la procura di Tivoli, che procede per omicidio, sia il movente che gli assassini vanno ricercati nell’ambiente delle sette sataniche. “Da trent’anni in Italia non c’è più il reato di plagio e per le forze dell’ordine è quasi impossibile contestare a uno pseudo-santone la circonvenzione di incapace”. Don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio anti-sette della Comunità Papa Giovanni XXIII, considera “sottovalutato dalle istituzioni” il mondo dell’occulto.

Aumentano i crimini legati all’occultismo?

“Sempre più vicende efferate sono riconducibili all’azione delle sette. La santeria associa riti vudù brasiliani e cubani alla magia nera e molti italiani vi fanno ricorso per preordinare il male verso qualcuno. Fino a qualche anno fa si andava dai santoni per cercare guarigione, adesso per vendicare tradimenti o dissidi economici. L’ultima mappa ufficiale risale al 1998 e fu realizzata dal ministero dell’Interno. Da allora, anche a causa dell’immigrazione, in Italia le sette si sono moltiplicate”.

A cosa è dovuto il boom delle sette in Italia?

“Oggi in nome del demonio o di entità varie si può impunemente promettere prodigi negati dalla scienza. Singoli truffatori o gruppi settari abusano del linguaggio sacrale per approfittare di persone in difficoltà. Un sincretismo che trascina migliaia di italiani in un tunnel infernale. Accanto ai culti più estremi e distruttivi si diffondono le psico-sette e quelle magico-esoteriche che rovinano vite riducendo sul lastrico o in schiavitù”.

E’ possibile reprimere questo fenomeno?

“In Italia è stato cancellato il reato di plagio quindi mancano gli strumenti legislativi per combattere il mondo delle sette occulte. E’ difficilissimo provare la coercizione e cioè che è stato un santone a rendere incapace di intendere e di volere una persona. Va distinta la libertà religiosa da chi utilizza la fede per raggiungere obiettivi diversi da quelli religiosi. Per prevenire e combattere la manipolazione occorre formare le forze dell’ordine. Dal 2006 la polizia ha dotato nelle squadra mobili un settore “sas” (squadra anti sette) ma mancano risorse e formazione”.

Si fa abbastanza contro l’escalation di violenza provocata da santoni e satanisti?

“L’Italia è professionalmente al top nel contrasto alla droga e ai vari racket, ma non sulle sette. E mancano leggi che consentano agli investigatori di intervenire su queste realtà invisibili e segrete. Ci sono persino corsi di “benessere psicofisico” che garantiscono risultati assurdi nel mondo del lavoro truffando e distruggendo intere famiglie”.

Giacomo Galeazzi – La Stampa

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