Gita in Tuscia alla scoperta dei Monti Cimini

Luoghi di origine vulcanica dal fascino antico e dai panorami mozzafiato

ULTIMO AGGIORNAMENTO 22:50

Nel cuore della provincia di Viterbo, ai confini tra il Lazio e la Toscana, sorgono i Monti Cimini, il lascito dell’intensa attività vulcanica avvenuta migliaia di anni fa. Tutta l’area è coperta da boschi secolari, spesso impenetrabili, tant’è che in epoca romana veniva definita “Selva Cimina”.

L’affascinante geologia dei Monti Cimini

Il vulcanismo, in Tuscia, ha originato una serie di distretti a prevalente attività esplosiva. L’attività del distretto cimino è la più antica, è compresa, infatti, tra 1.35 milioni e 800.000 anni fa. In questo lungo intervallo di tempo, la risalita lungo le fratture di magmi viscosi acidi ha originato più di 50 rilievi collinari facilmente riconoscibili, quali: Palanzana, Montalto, San Valentino, Ciliano, Soriano, tutt’intorno al domo principale, quello del Monte Cimino.

Piccoli centri dove la natura incontra la gastronomia

È un’esperienza davvero unica passeggiare tra laghi, altipiani e foreste. Un vero incanto della natura è la Faggeta dei Cimini, tra le più imponenti dell’Italia centrale. Un vulcano che ha smesso la sua attività 90.000 anni fa e che oggi ci regala una rete di sentieri dall’aspetto fiabesco, tra i maestosi faggi e i raggi del sole che penetrano attraverso il fogliame. I faggi secolari svettano verso il cielo arrivando a raggiungere i 40 metri di altezza e, con le loro cavità, sono ottimi rifugi per la fauna selvatica.

Spicca, all’interno della Faggeta, il Sasso naticarello, o rupe tremante, quello che Plinio il Vecchio definiva come “miracolo della natura” nel suo trattato Naturalis historia. È un grande masso di trachite di forma ovoidale di circa 250 tonnellate e 8 metri di lunghezza, sospeso in equilibrio su una sporgenza del suolo. In questa zona, l’aria è talmente salubre e l’ambiente così incontaminato, che molti dei borghi che fanno parte del comprensorio, come Soriano nel Cimino, Ronciglione e San Martino al Cimino, sono considerati stazioni climatiche. In questi comuni grande protagonista è la enogastronomia, in quanto i terreni ricchi e fertili danno prodotti eccezionali. Qui, nocciole, castagne, funghi porcini hanno un profumo e un sapore inconfondibile. I prodotti locali che meritano di essere assaggiati vanno dai salumi prodotti artigianalmente all’olio extravergine di oliva, fino al vino di Vallerano, Vignanello e Canepina.

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