Polvere negli occhi

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Ogni volta che sento parlare di tagli alle spese pubbliche per partiti politici, o del taglio di parlamentari, solo per evitare di discutere di argomenti più importanti e senza che nella opinione pubblica ci sia una reazione di disapprovazione, mi scorre nella schiena un filo gelido di sudore, perché immediatamente sono spinto a pensare in quale situazione preoccupante siamo precipitati. Mi chiedo come sia possibile che a nessuno venga in testa che, in assenza di finanziamenti pubblici, qualcun altro dovrà pure farlo. Ed infatti lo fanno in nero imprenditori, lo fanno potenze straniere, ricchi che vogliono fare politica e che si autofinanziano. Per quel che riguarda i parlamentari, il tema scabroso non è il numero ma la loro efficienza ed aderenza ai territori di provenienza. In disgrazia delle leggi elettorali che tutti i partiti dell’ultimo ventennio hanno voluto per erodere potere dai cittadini, i candidati vengono scelti dalle dirigenze e catapultati nelle liste di territori, spesso sconosciuti ai più. Mi chiedo quale efficienza della funzione parlamentare si può ottenere in questi frangenti? A mio parere, quindi, non ci siamo proprio. Si lancia polvere agli occhi ai cittadini su finanziamento e numero dei parlamentari, ma verso quale condizione misera democratica scadiamo nessuno si preoccupa di farlo presente.

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