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Dispersione scolastica. Le voci dell’emergenza scuola

“Andare a scuola- afferma papa Francesco- significa aprire la mente e il cuore alla realtà. Nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. E noi non abbiamo diritto ad aver paura della realtà!”. L’Italia registra una dispersione scolastica al 12,7%. Fra le peggiori in Europa. Seguita solo da Spagna (13,3%) e Romania (15,3%). Gli obiettivi fissati in termini di livelli massimi da raggiungere relativamente alla dispersione scolastica fissati dall’Unione Europea per il 2030 (9%) saranno difficilmente raggiungibili senza un deciso cambio di rotta. La percentuale dei 15–29enni che non studiano e non lavorano (NEET) raggiunge la drammatica percentuale del 23,1%. Contro una media europea del 13,1%. Inoltre, dopo la pandemia, è notevolmente aumentato il numero di bocciature per superamento del numero massimo di assenze nell’anno scolastico. Ben 83.000 in un anno. Il ministero della Cultura e quello dell’Istruzione lanciano l’allarme per la dispersione scolastica. In particolare Catania è la città che registra il più alto tasso di dispersione scolastica in Europa.

Sos scuola

In Italia il 55,2% degli alunni della scuola primaria, poco più di un bambino su due, ha accesso al servizio mensa e solo il 40% al tempo pieno. Ma con forti differenze tra territori. Si passa tra il 6% e l’8% nelle province di Palermo, Ragusa e Siracusa, al 96% di Firenze. Sono cinque Regioni del Sud a registrare le percentuali più basse di alunni che usufruiscono del servizio di refezione scolastica. L‘11,2% in Sicilia, seguito dal 16,9% in Puglia, il 21,3% in Campania, il 25,3% in Calabria e il 27,4% in Molise. Le regioni più virtuose sono invece Liguria (86,5%), Toscana (82,7%) e Piemonte (79,4%). Save The Children chiede di istituire un Fondo di contrasto alla povertà alimentare a scuola. E di aumentare le risorse a sostegno del Fondo di solidarietà comunale per garantire un pasto sano al giorno a scuola. A partire dai bambini in condizione di povertà estrema. Lo studio è stato condotto insieme all’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani. Ne emerge che rendere gratuita la mensa scolastica per il 10% dei bambini delle primarie, a partire dai più deprivati, comporterebbe una spesa di bilancio di circa 243 milioni. Il costo salirebbe a circa 2,4 miliardi se si volesse assicurare il servizio gratuito a tutte le bambine e i bambini della scuola primaria. Per l’organizzazione è “prioritario riconoscere la mensa come un servizio essenziale. Anche per contrastare la povertà assoluta e l’abbandono scolastico. Che riguardano rispettivamente il 13,4% e l’11,5% dei minori del nostro Paese”.

Criticità

Lo studio evidenzia, inoltre, che due alunni della scuola primaria su cinque in italia (40%) beneficiano del tempo pieno. Con le percentuali più basse in Molise (9,4%), Sicilia (11,1%) e Puglia (18,4%). Le più alte nel Lazio (58,4%), in Toscana (55,5%) e in Lombardia (55,1%). “Il Pnrr prevede un investimento significativo per il potenziamento del tempo pieno. Ma se non si crea una sinergia con le risorse statali, da solo. Come sottolinea Antonella Inverno, responsabile Ricerca, Dati e Politiche di Save the Children. Ciò non basta a colmare il ritardo del nostro Paese. Per questo chiediamo un investimento per garantire a tutti gli alunni della scuola primaria l’accesso al servizio mensa. Uno strumento efficace per contrastare la povertà minorile, ancora in aumento quest’anno. E anche per combattere la dispersione scolastica, proprio attraverso l’estensione del tempo pieno. La refezione scolastica va riconosciuta per quello che è, un servizio pubblico essenziale. Per il quale “occorre stabilire uno specifico Lep (livello essenziale di prestazione). Un primo passo in questa direzione può essere l’istituzione di un Fondo di contrasto alla povertà alimentare a scuola”, evidenzia Antonella Inverno.

Agenda Sud

“Il personale amministrativo, tecnico e ausiliario assunto con il piano Agenda Sud sarà prorogato in servizio fino alla fine dell’anno scolastico – annuncia il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara-. Un impegno che avevamo preso verso il personale. E verso le scuole e che grazie al grande di lavoro d’intesa con le forze di maggioranza.  In particolare con il presidente della VII commissione del Senato, Roberto Marti. E che ora manteniamo.  Proseguiamo lungo la strada del contrasto alla dispersione scolastica. Per costruire una scuola che garantisca a tutti i ragazzi, senza differenze territoriali, le stesse opportunità formative”. Un impegno condiviso per contrastare la dispersione scolastica. E per rafforzare quanto fa la scuola pubblica per non perdere nessuno. “I ragazzi di Barbiana oggi, in un paese ad alta dispersione scolastica e povertà educativa minorile sono i figli dei poveri, delle periferie, degli immigrati“, sottolinea Rosy Bindi. La presidente del Comitato per il centenario dalla nascita di don Lorenzo Milani ha partecipato all’evento organizzate dall’Ufficio diocesano della Scuola a Palazzo Ducale di Genova. Aperto dal presidente della Cei, cardinale Matteo Zuppi.

Dispersione classista

Prosegue Bindi: “La nostra è una dispersione che potremmo definire classista. Perché riguarda il Sud più che il Nord. O poveri più che i ricchi. Chi non ha cittadinanza rispetto a chi ce l’ha. E poi c’è una dispersione scolastica legata alla sottovalutazione dell’importanza dell’istruzione. Quella che c’è in Veneto è diversa rispetto a Catania. Dove si preferisce andare a lavorare presto. Rinunciando alla leva sociale più importante che è la cultura. Dovremo tornare a investire in questo. E a fare della scuola non un luogo di competizione. Ma una comunità dove si cresce insieme”. Povertà della strada, quella relativa ai senza fissa dimora, povertà lavorativa perché aumenta la percentuale di chi è povero anche se lavora, “i cosiddetti working poor”. Povertà abitativa perché accresce la difficoltà di trovare un alloggio adeguato alle proprie disponibilità economiche e, soprattutto, a mantenerlo. Povertà minorile che colpisce un milione 269 mila minori (il 13,4% dell’intera fascia della povertà assoluta). Con un peggioramento che interessa soprattutto la fascia tra i 4 e i 6 anni per il Centro e quella da 7 a 13 per il Sud. E ancora, povertà degli stranieri, povertà educativa. Con il “doloroso fenomeno della dispersione scolastica che in Italia raggiunge una delle percentuali più alte in Europa“, evidenzia il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo.

Giacomo Galeazzi

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