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Soccorso a chi è in fuga dalla sofferenza. Decalogo Uisg

Accoglienza e integrazione per chi è in fuga da guerre, persecuzioni e miseria estrema. Ecco il decalogo delle suore per affrontare le sfide legate ai fenomeni migratori. Con particolare attenzione alle esigenze di migranti e rifugiati. Le raccomandazioni sono destinate a partner e alleati della Uisg. L’organizzazione riunisce 1903 Superiore Generali in 97 Paesi. E coopera con governi nazionali. Organi intergovernativi. Organizzazioni dello sviluppo internazionale e della società civile. Il policy brief è emerso a valle del Sister-led Dialogue on Migration. Il ciclo di appuntamenti su temi chiave dello sviluppo internazionale si è tenuto a Roma. E ha visto presenti suore da tutto il mondo, partner interreligiosi. Oltre a referenti delle organizzazioni delle Nazioni Unite e del terzo settore. Esperti accademici. Rappresentanti die mass media. Tra loro suor Charity Katongo Nkandu, missionaria francescana presente a Lampedusa in questi giorni.

In fuga da guerre e miseria

L’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg) rappresenta oltre 600.000 suore in tutto il mondo. E si unisce al ricordo di tutte le vittime dell’immigrazione. Con un appello a un’alleanza tra suore e società civile. Per affrontare le sfide legate ai fenomeni migratori. Suor Carmen Elisa Bandeo è la coordinatrice della Rete Internazionale Migranti e Rifugiati della Uisg. “Non possiamo voltare le spalle a chi mette a rischio la propria vita per cercare speranza e dignità – afferma la religiosa-. Oggi è più che mai urgente la necessità di un approccio integrale, integrativo e inclusivo allo sviluppo. Ciò serve a collegare l’esperienza locale e la presa di decisioni globali in maniera coerente e responsabile”. Domani ricorre la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Ogni 3 ottobre viene reso omaggio a tutte le vittime delle migrazioni. L’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg) presenta un policy brief con dieci raccomandazioni. Per affrontare le sfide legate ai fenomeni migratori. Con particolare attenzione alle esigenze di migranti e rifugiati. La Uisg è l’organizzazione ombrello per le Superiore delle congregazioni femminili cattoliche. Conta 1.903 membri in 97 Paesi, in rappresentanza di oltre 600.000 suore. Le raccomandazioni sono destinate a tutte le persone di buona volontà. A coloro che sono impegnati per costruire un mondo più giusto e sostenibile.

Linee guida

Dieci le raccomandazioni. Sostenere chi si sposta dentro ed oltre i confini internazionali attraverso educazione linguistica. Formazione di nuove competenze e progetti di sviluppo che possano migliorare la resilienza alle sfide della migrazione. Sostenere le persone in transito fornendo informazioni accurate e tempestive. In particolare sui pericoli del viaggio verso l’Europa. Al fine di contrastare la disinformazione dilagante. Promuovere l’integrazione di migranti e rifugiati. Favorendo un senso di sicurezza e appartenenza, soprattutto attraverso l’azione comunitaria affettiva e relazionale. Coinvolgere le comunità di immigranti e quelle ospitanti in attività interculturali condivise. Esse, infatti, possono contribuire a colmare le differenze sociali e culturali. Sfruttare il potenziale informativo ed educativo delle piattaforme mediatiche. Per aumentare la consapevolezza politica sulle realtà dell’immigrazione. Sostenere un cambiamento linguistico che si sposti dai discorsi di paura, minaccia, emergenza e guerra. Verso conversazioni orientate su inclusione, integrazione, sviluppo e arricchimento reciproco. In particolare, esemplificare e promuovere un cambiamento nelle narrazioni mediatiche. Creando spazio per le persone con esperienze vissute di migrazione. Dando voce non solo alle loro preoccupazioni, ma anche alle soluzioni proposte.

Accesso equo

Occorre, inoltre, “stabilire alleanze tra agenzie umanitarie, istituzioni religiose e organizzazioni mediatiche“. Per resistere insieme alla propaganda anti-migranti e sviluppare una visione condivisa per superare gli ostacoli legislativi. Collaborare con i governi dei Paesi di transito non-europei nell’adozione e nell’implementazione di misure etiche. Per rispettare la dignità di ogni persona ed arginare la tratta e gli abusi. Fare pressione sui governi dell’Unione Europea. Affinché istituiscano leggi che riflettano i valori etici e la visione umanitaria dell’UE. Consentendo un accesso equo, paritario e legale a tutti i migranti. Indipendentemente dal motivo dell’immigrazione. “Come Uisg, crediamo che la comunità internazionale abbia una responsabilità. Quella di fornire assistenza a tutti i migranti e rifugiati. Garantire il pieno rispetto dei loro diritti. E facilitarne l’integrazione nei Paesi ospitanti. Ad oggi, è più che mai urgente un approccio integrale, integrativo e inclusivo allo sviluppo. Per collegare l’esperienza locale alla presa di decisioni globali in maniera coerente e responsabile”, sostiene suor Carmen Elisa Bandeo.

Allarme Oim

Aggiunge la coordinatrice della Rete Internazionale Migranti e Rifugiati della Uisg: “È in quest’ottica e con questo spirito che abbiamo ospitato quest’anno i nostri dialoghi guidati dalle suore. Per creare una rete tra tutte le consacrate. Favorire un ampio canale di comunicazione e di cammino comune con i nostri partner. Condividere esperienze. Creare uno spazio di riflessione e comunità”. A diffondere i dati è stata l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM). Nel periodo compreso tra gennaio e dicembre 2022 quasi 3.800 persone hanno perso la vita sulle rotte migratorie nella vasta regione cosiddetta Mena. Ovvero Medio Oriente e Nord Africa. Con un aumento dell’11% rispetto all’anno precedente. È il numero più alto dal 2017, quando furono registrati 4.255 decessi. In tutto il mondo, oltre 50.000 migranti hanno perso la vita tra il 2014 e il 2022. Senza contare quelli persi in mare, rapiti o scomparsi durante il viaggio della speranza. Ossia coloro che sono “invisibili dalla nascita alla morte”. Per utilizzare le parole di Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 ottobre, fondato in seguito alla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Di cui ricorre domani il decimo anniversario.

Esperienza umana

“Presentiamo il nostro policy brief in occasione del decennale del tragico naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013. In cui persero la vita centinaia di migranti – ha ricordato Suor Carmen. – Non possiamo voltare le spalle a chi mette a rischio la propria vita per cercare speranza e dignità. Né vogliamo dimenticare tutte le crisi umanitarie che, in ogni parte del mondo, alimentano i flussi di persone in fuga alla ricerca di sicurezza. Migranti, rifugiati e richiedenti asilo possiedono una grandissima esperienza umana che possono condividere con tutti noi. Così da alimentare e nutrire la nostra vita. Perché questo sia possibile, è necessario che ci liberiamo dai pregiudizi, dalle paure. Mettendoci accanto a chi è più vulnerabile. Solo così riusciremo a costruire un mondo che non escluda nessuno”.

Per chi è in fuga

I dialoghi guidati dalle suore della Uisg sono concepiti come uno spazio per riflettere su questioni chiave dello sviluppo internazionale da diverse prospettive. Per identificare misure per dare strumenti alle comunità ai margini globali. E aiutare a costruire una coalizione di persone e istituzioni atte a promuovere un futuro sicuro e prospero per tutti. Gli incontri culmineranno nel primo Advocacy Forum della Uisg in programma il 23 e 24 ottobre a Roma. Sotto il titolo “Religious Women: Leadership and Development”, la UISG riunirà il suo network globale a Roma per due giorni di confronti. Con l’obiettivo di identificare le aree prioritarie per l’advocacy a livello nazionale, regionale e internazionale. Così da portare a un cambiamento sistemico. Collegando la saggezza tradizionale e la spiritualità alle nuove esigenze che derivano dalla rapida trasformazione delle nostre società.

Giacomo Galeazzi

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