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Cop 28, “cambio di rotta per le energie rinnovabili”. Appello di Irena

Transizione ecologica attraverso le rinnovabili: sono 7 le principali fonti di energia green. E cioè l’energia solare, eolica, idroelettrica, geotermica, marina e delle biomasse. L’obiettivo fissato alla Cop28 di triplicare le energie rinnovabili è realizzabile soltanto con una netta correzione globale della rotta. A metterlo nero su bianco è il nuovo rapporto World energy transitions outlook dell’Irena (l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili) presentato al Dialogo sulle transizioni energetiche a Berlino. “Nonostante una crescita record delle rinnovabili nel 2023 – viene però spiegato – la transizione energetica rimane fuori strada a causa delle persistenti barriere strutturali e di una notevole carenza di investimenti“. Per l’Irena “il raggiungimento dell’obiettivo globale fissato alla Cop28 di triplicare la capacità di energia rinnovabile entro il 2030 dipende in larga misura dalla creazione di condizioni favorevoli a tale crescita. Triplicare la capacità di energia rinnovabile entro il 2030 è tecnicamente fattibile ed economicamente fattibile. Ma la sua realizzazione richiede determinazione, sostegno politico e investimenti su larga scala“.
Foto di Matthew Henry su Unsplash

Focus sulle rinnovabili

Sono “necessari sforzi concertati per migliorare le infrastrutture, le politiche e le capacità della forza lavoro. Sostenuti da maggiori finanziamenti. E da una più stretta cooperazione internazionale. Entro il 2030 dovranno essere installati in media quasi 1.100 GW di capacità rinnovabile ogni anno. Più del doppio del record stabilito nel 2023. Gli investimenti annuali nella produzione di energia rinnovabile dovranno aumentare da 570 miliardi di dollari nel 2023 a 1.550 miliardi di dollari in media tra il 2024 e il 2030“. Osserva Francesco La Camera, direttore generale dell’Irena: “Sulla scia dello storico consenso degli Emirati Arabi Uniti sulla triplicazione delle energie rinnovabili alla Cop28 questi aumenti di capacità indicano chiaramente che il raggiungimento dell’obiettivo è lungi dall’essere garantito”. In qualità di agenzia di custodia, Irena monitora ogni anno i relativi progressi attraverso gli indicatori chiave. “I nostri dati confermano che i progressi continuano a essere insufficienti e che la transizione energetica resta fuori strada- aggiunge Francesca La Camera-. Abbiamo urgentemente bisogno di un allontanamento sistemico dai combustibili fossili per correggere la rotta e mantenere l’obiettivo di triplicazione a portata di mano”.
kristaps-ungurs-lU989b-MAA0-unsplash

G20

Il raggiungimento dell’obiettivo di triplicazione è “lungi dall’essere garantito poiché per raggiungere gli 11 Terawatt (TW) richiesti entro il 2030 sarebbero necessari ulteriori 7,2 TW di energia rinnovabile. Tuttavia, le proiezioni attuali indicano che l’obiettivo rimarrà fuori portata senza un intervento politico urgente. Le nazioni del G20, per esempio, devono aumentare la propria capacità rinnovabile da meno di 3 TW nel 2022 a 9,4 TW entro il 2030, pari a oltre l’80% del totale globale”. Tra gli altri elementi su cui ci si dovrebbe concentrare, e che sono “indispensabili”, troviamo “investimenti accelerati nelle infrastrutture e nelle operazioni di sistema (per esempio reti elettriche, e stoccaggio). Politiche e regolamenti rivisti (per esempio progettazione del mercato energetico e autorizzazioni semplificate). Misure per rafforzare le catene di approvvigionamento e coltivare le competenze necessarie e aumenti sostanziali degli investimenti. Compresi i fondi pubblici agevolati attraverso la collaborazione internazionale“.
Foto di Michael Marais su Unsplash

Investimenti

Serve aumentare inoltre gli investimenti nei Paesi in via di sviluppo. “Sebbene gli investimenti legati alla transizione energetica abbiano raggiunto un livello record. Superando i 2 mila miliardi di dollari nel 2023, i mercati emergenti e le economie in via di sviluppo hanno rappresentato poco più della metà degli investimenti globali. 120 Paesi in via di sviluppo hanno attirato solo il 15% degli investimenti globali nelle energie rinnovabili. Mentre l’Africa sub-sahariana ha ricevuto meno dell’1,5%, nonostante ospiti la percentuale più alta di popolazioni prive di energia”. Al contrario, “i combustibili fossili hanno ricevuto sussidi per 1,3 trilioni di dollari nel 2022, equivalenti all’investimento annuale richiesto nella capacità di generazione rinnovabile per triplicare entro il 2030″. Un aspetto chiave, secondo l’Irena, è che “l’aumento dell’uso di energia rinnovabile deve essere accompagnato da un corrispondente calo della dipendenza dai combustibili fossili“. Ed entrambe le cose “sono in ritardo”. C’è bisogno quindi di “una maggiore cooperazione internazionale per garantire flussi finanziari verso il sud del mondo”.
Giacomo Galeazzi

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