MERCOLEDÌ 07 AGOSTO 2019, 00:02, IN TERRIS

Sicurezza bis, dall'Aula alla pratica

ENRICO PAOLI
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I ministri Giulia Bongiorno e Matteo Salvini in Senato
I ministri Giulia Bongiorno e Matteo Salvini in Senato
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unque Il cosiddetto “Decreto sicurezza bis”, approvato dalla maggioranza che sostiene il governo, fortemente voluto dal leader della Lega e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è diventato legge lunedì sera. Il provvedimento prevede “Disposizioni urgenti in materia di ordine e sicurezza pubblica”. È composto da 18 articoli divisi in tre capi: disposizioni urgenti in materia di contrasto all’immigrazione illegale e di ordine e sicurezza pubblica, disposizioni urgenti per il potenziamento dell’efficacia dell’azione amministrativa a supporto delle politiche di sicurezza, disposizioni urgenti in materia di contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive. Fra le novità più significative, peraltro le stesse che hanno innescato la polemica politica, multe per chi soccorre i migranti, più poteri al Viminale per decidere sulle navi in transito nelle acque italiane e fondo ad hoc per i rimpatri.

Un provvedimento, come detto, sul quale si sono spesso alzati i toni anche all’interno del governo, con non poche proteste da parte di una componente del Movimento 5 Stelle. Alla fine, però, ha prevalso il buon senso e la fiducia è stata votata. La principale novità del provvedimento riguarda le multe – da 10 mila a 50 mila euro – per le navi che sbarcano in Italia dopo aver soccorso migranti in mare. Una stretta rivolta soprattutto alle Ong, quindi, riportata nella bozza del decreto approdato in Consiglio dei ministri. Nel testo ci sono state alcune modifiche e sono state escluse dalle sanzioni le navi “militari o in servizio governativo non commerciale”. Le sanzioni saranno rivolte a comandante, armatore o proprietario della nave che sbarca in territorio italiano. Il comandante dell’imbarcazione, secondo quanto recita il decreto, “è tenuto ad operare nel rispetto della normativa internazionale e delle istruzioni operative emanate dalle autorità responsabili dell'area in cui ha luogo l'operazione di soccorso”. Altra novità riguarda i poteri del ministro dell’Interno, che può “limitare o vietare il transito o la sosta di navi nel mare territoriale per motivi di ordine e sicurezza pubblica”. Il titolare del Viminale dovrà informare “il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero della Difesa”.

Arriva anche un fondo per i rimpatri, con una cifra per ora prevista di due milioni di euro per il 2019. L’obiettivo è quello di favorire i rimpatri dei migranti irregolari. Il decreto prevede il finanziamento di “interventi di cooperazione mediante sostegno al bilancio generale o settoriale ovvero intese bilaterali, comunque denominate, con finalità premiali per la particolare collaborazione nel settore della riammissione di soggetti irregolari presenti sul territorio nazionale e provenienti da Stati non appartenenti all'Unione Europea”. I fondi arriveranno dalla riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di parte corrente del programma ‘Fondi di riserva e speciali’ della missione ‘Fondi da ripartire’ dello stato di previsione del ministero dell’Economia nel 2019. Queste risorse potranno essere aumentate con una quota annuale non superiore a 50 milioni di euro. Il decreto sicurezza bis interviene non solo in tema di migranti, ma anche delle operazioni di polizia sotto copertura.

Vengono previsti nuovi fondi per potenziare “l’utilizzo dello strumento investigativo delle operazioni sotto copertura”. La somma impiegata sarà di 500 mila euro per il 2019, un milione di euro per il 2020 e un milione e mezzo per il 2021. Infine, nel decreto viene introdotto anche un pacchetto, contenente cinque norme, per il contrasto alla violenza negli stadi, con “disposizioni urgenti in materia di contrasto alla violenza in occasione di manifestazioni sportive”. Dopo un lungo braccio di ferro è stata trovata la quadra tra Movimento 5 Stelle e Lega per gli emendamenti al testo approvati poi alla Camera. Tra le novità più importanti inserite c’è il sequestro delle navi delle Ong con tanto di arresto del comandante dell’imbarcazione nel caso in cui non abbiano rispettato il divieto di transito, ingresso e sosta nelle acque territoriali che spetta al ministro dell’Interno firmare. Un’altra modifica prevede l’arresto del comandante delle navi che abbiano compiuto un atto di resistenza contro una nave da guerra, ricalcando quanto avvenuto nel caso della Sea Watch. Il sequestro delle navi delle Ong, grazie alle modifiche apportate a Montecitorio, è possibile sin dalla prima violazione (e non solo in caso di reiterazione come inizialmente previsto). La nave sequestrata può essere impiegata dalla polizia o dalla protezione civile.

Il provvedimento, ora, deve essere controfirmato dal Quirinale. Alcuni commentatori avanzano l’ipotesi che Mattarella possa decidere di esprimere una riserva sulla legge, oppure che possa inviare una lettera di accompagnamento alla promulgazione. Ciascuna legge che riceve il via libera dei due rami del parlamento deve essere poi promulgata dal presidente della Repubblica, come stabilisce l’articolo 87 della Costituzione. Il Presidente può tuttavia rinviare alle Camere una legge per una nuova deliberazione, ma deve comunque promulgare alla successiva deliberazione del Parlamento. Si parla in questo caso di “rinvio” o di veto sospensivo. In attesa dell’esito del Quirinale, uno dei provvedimenti chiave dell’attuale maggioranza di governo è legge. E per capire se il decreto sicurezza bis funziona o meno dovremo attendere i primi risultati della sua applicazione pratica.

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