Intervento

Il richiamo della Dignitas Infinita che deve spingerci a riflettere

Il fulcro della “Dignitas infinita”, ovvero il documento del Dicastero per la Dottrina della Fede pubblicato pochi giorni fa, riconosce e fa proprio nel profondo il concetto di tutela della dignità umana in tutte le sue sfaccettature e declinazioni. In particolare, ho apprezzato molto l’esaltazione del valore della vita presente in ogni pagina di questa importante testimonianza di fede e tutela dei più deboli, rispondendo alle sfide sociali più pressanti del nostro tempo, come la crescente povertà, il bisogno di lavoro, la pace e il contrasto ad ogni forma di sfruttamento. Un punto che mi ha colpito molto tra le pagine di questo documento è la sottolineatura del fatto ineludibile che “la dignità dell’essere umano comprende così anche la capacità, insita nella stessa natura umana, di assumersi degli obblighi verso gli altri”.

Il fulcro di tutto ciò, a mio parere, è la solidarietà che, all’interno della nostra “Casa comune”, non può e non deve mai venire meno. Il primo passo da compiere verso questo obiettivo di civiltà è l’azione sul versante dei diritti sociali, i quali devono essere un vettore di giustizia e coraggio ideale per aiutare coloro che, in questo particolare periodo storico fortemente connesso all’emergere di nuove fragilità, stanno soffrendo sempre di più. Su questo versante, il documento “Dignitas infinita”, riconosce e sottolinea che “uno dei fenomeni che contribuisce considerevolmente a negare la dignità di tanti esseri umani è la povertà estrema, legata all’ineguale distribuzione della ricchezza”. Questo deve stimolare ogni cristiano, nella propria quotidianità, ad agire in prima persona per limitare e combattere con la forza del bene e della fraternità i fattori che accrescono le fragilità economiche e, di conseguenza, anche sociali.

Papa Francesco, nell’enciclica “Fratelli tutti”, ci ha ricordato che “la povertà si diffonde in molti modi, come nell’ossessione di ridurre i costi del lavoro, senza rendersi conto delle gravi conseguenze che ciò provoca, perché la disoccupazione che si produce ha come effetto diretto di allargare i confini della povertà”. Questo punto, richiamato anche nella “Dignitas infinita”, deve farci riflettere: dietro alla diminuzione dei costi del lavoro e all’innalzamento dei profitti, si celano vite di persone e famiglie che precipitano verso un oblio fatto di sempre più frequenti privazioni e occasioni di crescita mancate. L’associazionismo cattolico ha il dovere di riflettere sugli importanti valori esemplificati nel prezioso documento pubblicato dal Dicastero per la Dottrina della Fede: nessuno può essere lasciato solo nelle difficoltà e, in ogni situazione, la tutela della dignità umana, deve guidarci verso un futuro migliore e più attento nei confronti di tutti i membri della nostra “famiglia umana”, nessuno escluso.

Martino Troncatti

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