Intervento

La Chiesa-ospedale da campo nel segno di Maria

Il 15 agosto la Chiesa celebra il mistero dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in Cielo. La Madre del Redentore è preservata dal peccato. Ed elevata nella gloria in corpo e anima. Sommo modello per la Chiesa ospedale da campo. Per l’Ecclesia al servizio degli ultimi. Secondo papa Francesco, guardando a Maria assunta, si comprende che l’umiltà è la via che porta in Cielo. “La parola ‘umiltà’ deriva dal termine latino ‘humus’, che significa ‘terra‘- osserva Jorge Mario Bergoglio- È paradossale. Per arrivare in alto, in Cielo, bisogna restare bassi, come la terra. Gesù lo insegna: ‘Chi si umilia sarà esaltato‘ (Lc 14,11). Dio non ci esalta per le nostre doti. Per le ricchezze. Per la bravura. Ma per l’umiltà. Dio è innamorato dell’umiltà. Dio innalza chi si abbassa. Chi serve”. Sono  trascorsi 72 anni dalla proclamazione del dogma dell’Assunta da parte di Pio XII al Giubileo del 1950.  Oggi il nunzio apostolico a Kiev, monsignor Visvaldas Kulbokas è a Odessa. Una delle città al centro del conflitto russo-ucraino. Per celebrare la festa dell’Assunta. Nella cattedrale che all’Assunzione della Beata Vergine Maria è dedicata. Durante la celebrazione verrà incoronata l’icona della Madre di Dio. Papa Francesco invita a credere nella possibilità del dialogo. E ieri all’Angelus ha nuovamente invocato misericordia e pietà per il popolo ucraino martoriato. Il Pontefice rilancia così il suo appello al dialogo. “Una cosa che adesso per noi appare umanamente impossibile- osserva il nunzio-. Ma siamo persone credenti. E noi speriamo anche nell’impossibile. E affidiamo questo appello, questa preghiera, non soltanto agli uomini ma a Dio stesso“.La società civile, la politica e tutta la comunità cristiana debbono impegnarsi a riconoscere il prestigio della maternità. A richiamare il valore della natalità è anche il cardinale Matteo Zuppi. Il presidente della Cei  ricorda che “l’Assunta è Vergine e Madre. Senza pregiudizio di entrambe”. Invoca il riscatto dalla “attuale depressione escatologica della vita cristiana e dell’umano che ci è comune”. Tutto incomincia proprio da qui. Da una madre che, proprio perché umile, ha saputo dire di sé: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente“. Significativamente, la vigilia dell’Assunta, si commemora uno dei santi più devoti a Maria: san Massimiliano Kolbe. Raimondo, più tardi divenuto francescano conventuale col nome di Massimiliano, nasce a Zdunska-Wola in Polonia il 7 gennaio 1894. Quando nel 1939 i tedeschi occupano la Polonia, Kolbe è nella sua terra. E non teme di prendere posizione contro il nazionalsocialismo. Diventa ben presto una figura scomoda. E nel febbraio 1941 è internato nel lager di Auschwitz. Da quel giorno diviene il numero 16670. Verso la fine di luglio Kolbe offre la sua vita in cambio di quella di un altro prigioniero. Un padre di famiglia destinato alla morte. Un calvario di due settimane. Indicibili sofferenze. Nel porgere il braccio per la puntura di acido fenico, fra’ Massimiliano serenamente dice: “Ave, Maria!”. E’ la vigilia dell’Assunta. E ha appena 47 anni.L’ “umile Maria”, come ripete Jorge Mario Bergoglio citando il Magnificat, attribuisce a sé il “titolo” di serva. Non ricerca altro . “Questo deve far riflettere ciascuno di noi sulla nostra vita”, osserva papa Francesco. Mettendo ancora una volta a confronto un atteggiamento umano e uno divino. Cioè il bisogno di affermarsi, di essere lodato e “primeggiare”. E la capacità invece di” servire”. “Ascoltare”. “Tacere”. E “fare un passo indietro“. Disinnescando e non alimentando con le chiacchiere “litigi e discussioni“, insegna il Pontefice della misericordia.

Giacomo Galeazzi

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