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La Grecia brucia ancora: fuori controllo l’incendio a Evros

La Grecia brucia ancora. Iniziati a luglio, sono considerati il più grande disastro nell’Unione europea dal 2000. I roghi hanno distrutto finora più di 155.000 ettari di foreste, coltivazioni e aree urbane colpendo 100mila persone, costrette ad evacuare.

In Grecia il più vasto incendio di sempre

Per affrontare in Grecia quello che si ritiene uno dei più grandi incendi mai registrati in Europa, il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione ha mobilitato 11 aerei antincendio e 1 elicottero della riserva rescEu, di stanza in 6 Stati membri. Inoltre, 6 Paesi europei hanno contribuito con 6 squadre antincendio a terra attraverso il meccanismo di protezione civile dell’Ue. Lo annuncia l’esecutivo europeo sottolineando che si tratta della più grande operazione aerea antincendio mai registrata nell’Ue. Finora sono stati bruciati oltre 81.000 ettari nella regione greca di Alessandropoli. Questo incendio è il più grande nell’Ue dal 2000, quando il Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi ha iniziato a registrare i dati, viene sottolineato.

Da quando la Grecia ha attivato il meccanismo di protezione civile dell’Ue, per la seconda volta quest’estate, il 20 agosto, l’Ue ha inviato 11 aerei antincendio rescEu di stanza in Croazia, Cipro, Francia, Germania, Spagna e Svezia, 1 elicottero Blackhawk dalla Repubblica ceca, 407 vigili del fuoco e 62 veicoli provenienti da Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Francia, Romania, Serbia e Slovacchia. Inoltre, il servizio di mappatura satellitare Copernicus dell’Ue ha pubblicato 20 mappe delle aree colpite. Questa assistenza fa seguito alla pronta reazione dell’UE alla precedente attivazione da parte della Grecia del meccanismo di protezione civile dell’UE. Il mese scorso è stato lanciato un dispiegamento coordinato che ha coinvolto 9 aerei, 510 vigili del fuoco e 117 veicoli per affrontare l’escalation degli incendi.

Grecia, ancora fuori controllo incendio boschivo nell’Evros

I vigili del fuoco greci sono impegnati a contenere, per il dodicesimo giorno consecutivo, il vasto incendio scoppiato nella unità periferica dell’Evros, al confine con la Turchia, presso il Parco nazionale della foresta di Dadias. L’incendio, nonostante il vasto dispiegamento dei pompieri, risulta ancora fuori controllo e le autorità hanno deciso l’evacuazione degli insediamenti di Giannouli e Sidirò. I forti venti che stanno soffiando in queste ore hanno reso particolarmente impegnativo il fronte delle fiamme nei pressi di Kotronia, come riporta il sito di Kathimerini.

Divampato il 19 agosto scorso, l’incendio ha bruciato oltre 81mila ettari, un’area più grande di quella della città di New York, come riportato da Copernicus, il programma europeo di osservazione satellitare, su X. Nella giornata di ieri, il portavoce della Commissione europea, Balazs Ujvari, ha sostenuto che l’incendio sia “il più grande mai registrato nell’UE”. Le fiamme stanno distruggendo una delle aree protette più importanti della Grecia, la foresta di Dadias, inserita nella rete degli Stati membri europei Natura 2000, per la protezione di siti particolarmente importanti per la flora e la fauna. Alexandros Dimitrakopoulos, professore specializzato in incendi boschivi, ha dichiarato al canale televisivo Mega che si tratta di “un disastro irreversibile”, e ha spiegato: “Ci vorranno anni per ricostruire questa foresta unica, anche tra 100 anni potremmo non trovare più questa biodiversità”.

Fonte: Ansa

redazione

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