SABATO 30 MARZO 2019, 01:00, IN TERRIS

L'ANALISI

Soldati russi in Venezuela: ecco perché

Mosca così punta a difendere gli interessi economici e militari in Sud America

GIANNICOLA SALDUTTI
Facebook Twitter Copia Link Invia Scrivici
Militari russi
Militari russi
L

e circostanze riportate da Caracas dai media internazionali negli ultimi giorni lasciano spazio a pochi dubbi: i movimenti tra il contestato governo di Maduro e la Russia sono più che mai attivi.


Militari sul terreno

L’instabilità della situazione politica venezuelana si arricchisce di nuovi dettagli che preoccupano non poco gli Stati Uniti e l’Europa, decisi nell’appoggiare l’autoproclamato presidente Juan Guaidò ma ancora visibilmente incerti nei tempi e nei modi. Sia Mosca che Caracas hanno confermato quanto riportato da diversi portali di intelligence sui social: pochi giorni fa sono atterrati all’aeroporto Maiquetià due velivoli dell’esercito russo, un cargo Antonov 124 e un Ilyushin 62 partiti dalla Siria, trasportanti un centinaio di uomini comandati dal generale Vassilij Tonkoškurov e circa 35 tonnellate di equipaggiamento. Il contenuto dei containers trasportati è ancora sconosciuto. Ambedue i Paesi hanno commentato la circostanza facendo riferimento all’adempimento di vecchi contratti di cooperazione in campo militare stipulati già all’epoca di Hugo Chavez. Le fonti più vicine al Cremlino parlano di normale cooperazione, dissipando qualsiasi ragionevole dubbio in merito alla questione: Mosca non ha inviato il suo personale militare né per inserirsi nella situazione politica venezuelana attuale né in relazione allo scontro Maduro-Guaidò. C’è da crederci? Solo in parte.


L'aspetto economico...

Sia la Russia che la Cina non hanno avuto dubbi nel difendere nettamente le posizioni di Maduro nel delicato contesto venezuelano. Di fronte alle pressioni di Washington, sia Mosca che Pechino si sono celermente mobilitate facendo blocco per tutelare lo stato di diritto a Caracas. I motivi non sono riconoscibili solo nelle esigenze geostrategiche dei due Paesi, bensì nella loro posizione di creditori nei confronti del Venezuela, la quale, è bene ricordarlo, risulta essere uno dei Paesi con più riserve petrolifere al mondo. Proprio gli accordi stipulati con i colossi di Stato russi e cinesi hanno consentito all’economia venezuelana di reggere il forte colpo delle sanzioni internazionali. Nello specifico, secondo quanto riportato dal quotidiano Gazeta.ru, la Russia avrebbe più interessi in Venezuela che in Siria, considerando l’investimento complessivo di 17 miliardi di dollari nell’economia di Caracas. Particolarmente attiva sul mercato venezuelano la Rosneft di Igor Sečin, altro imprenditore appartenente all’entourage di Putin che sta difendendo spesso e volentieri gli interessi di Mosca agendo da “broker” petrolifero. Caracas dovrebbe alla sola Rosneft circa 6 miliardi di dollari. A provare quanto i rapporti finanziari russo-venezuelani siano avviati lungo la stessa direzione, la recente creazione del fondo “Evrofinans Mosnarbank” (sotto sanzioni Usa), tramite il quale GazpromBank ha acquisito i fondi della Pdvsa, il marchio petrolifero venezuelano, prima che questi potessero essere in qualche mondo intaccati dalle sanzioni finanziarie americane. La Cina riveste addirittura una situazione creditoria addirittura migliore: dal 2008 Pechino ha concesso a Caracas circa 70 miliardi di dollari, facendo della Cina il più grande creditore della zona latino-americana. Si capisce che un qualsiasi tipo di regime-change rappresenterebbe uno scenario da scongiurare fortemente, proprio in relazione ai crediti accumulati alle spese di Caracas.


...e quello militare

Da anni la voce della possibile apertura di una base militare russa in Venezuela si fa sempre più insistente, mentre i sistemi missilistici e vario materiale tecnico di Mosca, secondo quanto trapelato dagli ambienti, sono già presenti sul suolo venezuelano. In relazione all’atterraggio dei due velivoli russi, Reuters ha riportato che, secondo fonti interne all’esercito Usa, tra il personale russo atterrato a Caracas ci sarebbero diversi tecnici informatici ed esperti di cyber-security. È difficile immaginare, in tutta onestà, che Mosca si stia preparando a difendere Maduro in ipotetici scenari di guerriglia urbana fomentati dall’Occidente inviando solo una manciata di uomini, peraltro non tutti operativi sul campo. Un’altra circostanza passata quasi inosservata può dirci qualcosa in più: l’incendio appiccato al “El Helicoide”, palazzo sede del Servizio di Sicurezza venezuelano a Caracas, dove dai piani più bassi dell’edificio è divampato un denso fumo nero nella giornata di giovedì. Le autorità locali non hanno rilasciato dichiarazioni in merito, ma l’ipotesi più accreditata rimane quella della distruzione di prove ed archivi. C’è da chiedersi, a questo punto, quali tipi di informazioni siano venuti a tutelare o a cancellare gli esperti di Mosca.


 

Commenti

Gentile lettore, 

la redazione si riserva di approvare i commenti prima della loro pubblicazione. 


Scrivi il tuo commento

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.
Fai una donazione
Vuoi essere aggiornato?
NEWS
BRESCIA

Due ciclisti travolti e uccisi da un'auto

Nel milanese lo scontro tra una Opel e un autobus ha provocato tre feriti
I famosi
BARI

Traffico di falsi di Nino Caffè: 43 a giudizio

Sequestrate 21 opere attribuite falsamente al maestro e poi vendute come originali in internet
La I° edizione del Premio
APPUNTAMENTI IN CALENDARIO

Premi e rassegne del Natale solidale

Dal progetto etico "Con il sole sul viso" ai Comuni che per le feste natalizie puntano sul volontariato: l'impegno...
Sergio Mattarella riceve la Lampada della Pace
ASSISI | PERUGIA

Mattarella riceve la Lampada della Pace di San Francesco

"E' un riconoscimento all'Italia: promuoviamo la pace dove non c'è in ogni parte del mondo"
I detriti provocati dalla tromba d'aria
LAURIA | POTENZA

Operata la ragazza investita da una tromba d'aria

La giovane è gravissima: era stata colpita dai detriti del tetto della palestra divelto dal vento
Banca popolare di Bari
GOVERNO

Popolare di Bari, scontro in maggioranza sul salvataggio

L'istituto bancario è stato commissariato da Bankitalia, il Cdm non trova l'accordo per il decreto...
PREVISIONI

Meteo: quando diffidiamo della scienza

A Roma scuole chiuse per un'allerta mancata. Quanto sono affidabili le previsioni? A Interris.it il parere dell'esperta
Alcune donne-magistrato riunite per una due giorni alla Pontificia Accademia delle Scienze, Città del Vaticano - Foto © Vatican Media
AFRICA

In Vaticano le donne magistrato contro la tratta

La due giorni organizzata dalla Pontificia Accademia delle Scienze. Il plauso dell'Onu
SANITÀ

Il primo ospedale a misura di donna

Esordio a Milano della struttura "rosa" ispirata al Brigham and Women Hospital di Boston
UDIENZA PONTIFICIA

Papa: "Diffidate delle proposte effimere di felicità"

Agli artisti che sabato si esibiranno nel Concerto di Natale in Vaticano, Francesco indica la "rivoluzione della...
Benny Gantz e Benyamin Netanyahu

Israele, l'impasse della sfida fra destre

Giuseppe Dentice (Ispi) a Interris.it: "Tra Gantz e Netanyahu è un duello sugli atteggiamenti, non sui...
ANNIVERSARIO

Bergoglio, 50 anni al servizio degli ultimi

Il 13 dicembre 1969 l’ordinazione del sacerdote che mezzo secolo dopo metterà al centro della Chiesa le periferie...