L'Ue blocchi l'offerta del sesso a pagamento

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Le strade del mondo in cui si trovano schiave del sesso sono tutte uguali e questo perchè il problema è mondiale: riguarda l’Italia, proprio in questi giorni è stata pubblicata una statistica in cui si dice che gli italiani sono i maggiori praticanti del turismo sessuale. Riguarda l’Europa, quella dei bordelli legalizzati e tutti gli altri continenti: dalle spose bambine dell’Asia, alla prostituzione delle giovanissime in Brasile. Sono luoghi che conosco perché la Comunità Papa Giovanni XXIII ha diverse strutture e lì, purtroppo, le donne vengono mercificate e vendute con molta facilità. Un fenomeno che parte dalla brutalità dell’essere umano che strumentalizza il grande dono dell’affettività e della sessualità invece di ringraziare per il bel dono di Dio che, quando ben gestito, fa crescere la persona nella sua globalità.

Che cosa fare? Eccoci giunti alla domanda delle domande… ci sono cose che si possono fare e che le Istituzioni possono fare. Mi rivolgo all’Europa che potrebbe puntare a prevenire questi fenomeni, cominciando ad esempio dall’educazione alla relazione tra i sessi, al rispetto che deve esserci tra uomo e donna. All’educazione ai social dove troppo spesso si fa un uso strumentale del corpo, dove ci si imbatte in una cultura troppo superficiale delle relazioni. Qui la scuola può fare molto per aiutare la famiglia. Poi, però, servono le regole. Bisogna anche sancire ciò che è giusto e legale da ciò che non lo è: bene che alcuni Paesi come l’Olanda facciano marcia indietro sull’apertura dei bordelli. Altrettanto bene è guardare ai Paesi scandinavi che puntano a multare i clienti e a sostenere le giovani donne cadute nella rete della prostituzione.

All’Europa chiedo di liberare le schiave dalla strada, non siamo all’anno zero: qualcosa è stato fatto, ma non è ancora abbastanza. Esistono percorsi di riabilitazione, possibilità di formazione e di lavoro per creare una alternativa possibile a queste donne vittime dello sfruttamento sessuale. Tutti ottimi strumenti, ma vanno incrementati. Bisogna poi riuscire ad essere più vicini a queste ragazze, ad aiutarle a monte quando il mondo del racket le avvicina per sfruttarle. Questo racket, sia chiaro, è alimentato, nutrito, dagli uomini che cercano il sesso a pagamento. Se c’è domanda si crea l’offerta. Bisogna spezzare questo circolo vizioso.

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