Le difficoltà della strada della gioia

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Oh, quanto sono difficili oggi le strade della gioia! Quasi impossibili! Come gioire nei giorni di una guerra che uccide tante persone innocenti e tanti bambini, e crea milioni di profughi? Come rallegrarsi rimanendo in mezzo a tante insicurezze nate dalle cattiverie e indifferenze umane? Anche se paradossale tutte queste sono ragioni per facilitare l’arrivo della gioia. Ce lo insegna la liturgia di oggi: anche nel canto d’introito, Laetare che gradualmente spiana la via verso i motivi marcatamente allegri. (https://www.youtube.com/watch?v=IXhIPtK9ABc).

Lo stesso si può dire della bellezza più sublime contenuta nei più bei testi antichi liturgici che possono essere pienamente goduti solo dopo anni di studio arduo e di pratica fedele e paziente. Si, non è facile arrivare alla gioia – nemmeno esserne sorpresi! Lo mostrano bene le letture di oggi. Chissà, forse la sua natura ha proprio bisogno delle difficoltà! Deve essere provata.

Quale strada doveva fare la gioia per portare gli israeliti alla prima Pasqua nella terra promessa: centinaia di anni di schiavitù in Egitto, la fatica e le prove del deserto, la morte di tutta la generazione!

Quale strada doveva fare la gioia per arrivare dal vangelo al padre misericordioso! Prima la partenza del figlio minore con la sua parte di patrimonio! Che insicurezza, che amarezza quella che ha accompagnato quell’amore silenzioso ed eroicamente fiducioso! Poi i giorni di attesa – senza notizie, con tanta preoccupazione ed incertezza. Si, il padre conosceva il figlio, ma come poteva sapere come si sarebbe comportato in questo progetto di maturità forse troppo impaziente e forzata? Quali pensieri tristi dovevano affollarlo quando usciva davanti alla casa per guardare la strada! Forse con qualche speranza – ma forse come nell’ ultimo gesto di disperazione. Questi momenti di tensione e tristezza servivano. Quale gioia doveva avere quando lo ha visto da lontano! La speranza aveva ragione! La gioia ha dilatato il cuore. Voleva condividerla con tutti! Però anche qui arriva un impedimento – inatteso, ma perciò doloroso: la reazione del figlio maggiore! L’invidia, incomprensione, l’egoismo…

Come mai! La gioia deve essere sempre accompagnata da qualche ombra? Allora, quali strade deve percorrere per incontrare ognuno di noi? Le strade di rinnovamento, di conversione, di riconciliazione di cui parla la seconda lettura? Sono ancora passibili? Fattibili? Forse piuttosto rimbalziamo nell’utopia della gioia, scambiandola con battute, un bel sorriso esteriore?

La gioia davvero deve essere tanto difficilmente accessibile? Sembra di sì, quasi non appartenesse a questo mondo. È un’ospite venuto dal cielo. Quella vera, ormai tanto rara e che tanto desideriamo. L’umore vero, profondo. Il sorriso sincero che rischiara il buio più scuro del nostro cuore. Un sorriso che, come ha detto qualcuno, è la cosa più vicina alla grazia di Dio. Un sorriso sofferto, l’aurora della gioia che viene nonostante tutto.

È la gioia di Gesù – eucaristico, misericordioso e tenero. L’unico in grado di spianare la strada della gioia anche nei nostri cuori. Solo con lui possiamo davvero convertirci e riconciliarci, per recuperare la vera gioia nella nostra vita. Lo esprime suggestivamente un corale protestante, dove la melodia nostalgica, più triste del nostro introito Laetare accompagna la preghiera fiduciosa a Gesù nostra gioia:

“Gesù, mia gioia, diletto del mio cuore, Gesù, mio tesoro. Ah, da quanto, da quanto tempo il mio cuore soffre e ardentemente ti desidera! Agnello di Dio, mio sposo, nessun’altro sulla terra può essermi più caro di te. Via, spiriti di tristezza, poichè il signore della gioia, Gesù, sta arrivando. Coloro che amano Dio accettano anche le loro sofferenze come zucchero dolcissimo. Sebbene qui sopporti beffe e infamie, tu sei con me anche nel dolore, Gesù, mia gioia”. (https://www.youtube.com/watch?v=Umoe_9Zxme8) 

Gesù eucaristico, quotidiano, sempre da scoprire. Come dice un altro inno medievale:

“Ricordo di dolcezza, Sorgente di forza vera al cuore Ma sopra ogni dolcezza. Dolcezza è la Sua Presenza. – l’Eucaristia raggiante nei nostri sorrisi, consolazioni e conforto dati alle persone addolorate e tristi”. https://www.youtube.com/watch?v=N15RZxgIJY4

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