Insulti a Willy sui social e web-inferno delle shitstorm. Molestato un minore on line su due

Pericoli social: secondo una ricerca dell'Università di Padova il 50% dei gamers è stato molestato nei giochi on line almeno una volta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:05

Sos social. La Polizia Postale mette in guardia gli internauti, soprattutto quelli più giovani, dalle “shitstorm” (letteralmente, montagne di letame). Si tratta di un insieme di persone che hanno come obiettivo comune “ripulire” la piattaforma Facebook da gruppi reputati dannosi e inutili. La procedura messa in atto per raggiungere lo scopo prefissato è semplice. Viene clonato un account di uno degli amministratori del gruppo. E viene richiesto, con una scusa banale, ad un altro degli amministratori di aggiungerlo nuovamente. Una volta entrato nell’account, il “finto amministratore” procede alle eliminazioni. Aggiungendo i propri complici per avere, quindi, il totale controllo del gruppo in questione.

I consigli social della Polizia

Per difendersi la Polizia postale consiglia di porre attenzione alle richieste di amicizia e di iscrizione. Evitando di accettare chi nelle immagini fa riferimento a shitstorm. Di diffidare di nuovi profili magari con nomi particolarmente “strani”. E di ignorare provocazioni in quanto il loro vero scopo è quello di divertirsi postando foto volgari e ingiuriosi. Inoltre i videogiochi sono un business sempre in crescita, ma non privo di rischi visto che il 50% dei gamers è stato molestato in gioco almeno una volta. E’ quanto emerge da una ricerca dell’Università di Padova che ha stimato come nel solo 2019, l’industria dei videogame ha generato più di 150 miliardi di dollari (il doppio del fatturato di Facebook), coinvolgendo un terzo della popolazione mondiale. 

Rischi

All’indagine hanno partecipato circa 600 persone, dai 13 ai 46 anni, e i risultati sono preoccupanti. Circa il 50% dei partecipanti è stato molestato in gioco almeno una volta, e il 20% tre volte o più. Inoltre, il 75% dei partecipanti è stato vittima di un tentativo di truffa, e il 50% tre volte o più. Come dimostrato dal sondaggio, cyberbullismo e truffe sono fenomeni molto presenti nei videogiochi online, ed è necessario trovare un modo per affrontarli.

Fonte: Agi

Il caso Willy

E’ uno studente universitario di Treviso, 23 anni, esperto di informatica, l’autore del post di odio e intolleranza razziale contro Willy Monteiro Duarte, il ragazzo ucciso a botte a Colleferro. Il giovane è stato identificato e denunciato dalla Polizia. Lo studente aveva postato la frase “Come godo che avete tolto di mezzo quello scimpanzè. Siete degli eroi“. E aveva creato un personaggio virtuale, cui aveva dato il nome di Manlio Germano, il sottosegretario ex estremista di destra interpretato da Claudio Amendola nel film “Caterina va in città”. Lo studente universitario di Treviso si connetteva ai social network attraverso provider esteri. Utilizzando tecniche di anonimizzazione in grado di mascherare le tracce informatiche della navigazione. Convinto che sarebbe stato impossibile rintracciarlo.

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