Torna l’ora legale (forse per l’ultima volta)

Un'ora indietro a partire dal prossimo weekend, ma quali sono gli effetti sulla salute? I pro e i contro del cambio d'orario

ULTIMO AGGIORNAMENTO 0:07

La notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre tornerà l’ora legale: lancette indietro di un’ora che vuole dire – dettaglio non trascurabile – un’ora in più di sonno!

Certo significa anche giornate più corte, segno che l’inverno è sempre più vicino. Bisognerà attendere l’ultimo weekend di marzo per tornare all’ora solare e, forse, sarà l’ultima volta di questo cambio di lancette.

Quali effetti per la salute? 

Per i medici sicuramente è importante mantenere una costanza negli stili di vita: l’organismo si accorge di ogni variazione dei ritmi, anche “solo” di un’ora, che può influenzare la secrezione di ormoni e la qualità del sonno e della veglia, vivendo gli effetti di un piccolo jet-leg.

Uno de primi effetti si rinviene nel sonno, con difficoltà nell’addormentarsi e nel risveglio. Ci sono poi diversi studi, soprattutto Nord europei, sulle patologie cardiache. In particolare uno studio dell’Università di Stoccolma riportava un’incidenza del 4% in più di attacchi cardiaci nella settimana successiva all’introduzione dell’ora solare, in prevalenza nelle persone più anziane. Il cambio d’ora ha effetti anche sull’umore, soprattutto in senso depressivo.

Ora legale, si o no?

Ogni volta che c’è il cambio di orario, si presentano “puntuali” le polemiche sull’abolizione o meno dell’ora legale. Per alcuni si tratta di uno stress psicofisico inutile, mentre per altri è un pezzo utile che consente di sfruttare al massimo le ore di luce naturale con un possibile risparmio economico. 

Ma la discussione non si ferma ad un confronto nell’opinione pubblica: il tema è stato affrontato a livello europeo dove i paesi del Nord sono per l’abolizione del cambio dell’ora che è invece sostenuta da quelli del Sud.

Data l’impossibilità di una decisione condivisa da parte della Commissione Europea, si dovrebbe procedere per blocchi. Per l’Italia l’orientamento è quello di mantenere l’attuale assetto, soprattutto per la valutazione che riguarda il risparmio energetico, ma non c’è ancora una decisione ufficiale e formale che dovrebbe arrivare l’anno prossimo.

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