Mafia nigeriana: 31 in carcere a Ferrara. Il capo è un dj afro-beat

Decine di arresti nel clan di mafia nigeriana che gestisce lo spaccio di stupefacenti e lo sfruttamento della prostituzione in diverse città

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:50
A destra, Emmanuel 'Boogie' Okenwa

Duplice operazione della Polizia, condotta rispettivamente dalle Squadre Mobili di Torino e di Ferrara, contro cittadini nigeriani appartenenti al sodalizio criminale di stampo mafioso denominato “Viking” o “Norsemen Kclub International”, suddiviso in cellule locali (dette “Deck“) dislocate in numerose città italiane.

Mafia nigeriana

Oltre duecento gli agenti impegnati da questa mattina all’alba nella maxi operazione di polizia. Le indagini, coordinate dalle Direzioni Distrettuali Antimafia delle Procure della Repubblica di Torino e di Bologna, hanno portato all’emissione di decine di provvedimenti restrittivi di natura cautelare, in corso di esecuzione. In tutto, sono 31 le misure di custodia in carcere nell’operazione emiliana coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (DDa) di Bologna. Ben 26 gli indagati per associazione di tipo mafioso.

Tra i destinatari delle ordinanze spiccano numerosi personaggi posti al vertice del livello nazionale dell’organigramma dell’organizzazione mafiosa, che si occupa della gestione dello spaccio di stupefacenti e dello sfruttamento della prostituzione.

Operazione Signal

L’operazione partita da Ferrara, denominata ‘Signal’, nasce a fine luglio 2018 da un tentato omicidio di un giovane appartenente a un gruppo rivale, gli Eiye, aggredito con un machete da cinque connazionali in zona Gad a Ferrara.

Dopo gli arresti nel 2019 le indagini sono approdate al pm della Dda Roberto Ceroni, per dimostrare l’esistenza nel Ferrarese della mafia nigeriana ‘Supreme Viking Arobaga‘ collegata al network internazionale.

In questa fase è stata scoperta la suddivisione gerarchica, con direttive impartite dalla Nigeria e associati vincolati al rispetto della segretezza, affiliati con riti tribali, durante riunioni alla presenza dei capizona, tra Brescia e Veneto.

A Ferrara è stata accertata la centralità della figura di Emmanuel ‘Boogie’ Okenwa, dj di musica afro beat, per le province di Ferrara, Padova, Treviso e Venezia, controllando il territorio e dirimendo le numerose diatribe che scoppiavano tra associati di rango medio-inferiore, occupandosi di spedizioni punitive.

Altri personaggi gestivano invece lo spaccio di droga: è emerso un traffico di cocaina, destinata prevalentemente al Veneto, proveniente dalla Francia e dall’Olanda. La droga veniva presa a Parigi ed Amsterdam, grazie all’appoggio di connazionali appartenenti ad una confessione protestante, da squadre di ‘corrieri’ che rientravano in Italia attraverso i valichi del Monte Bianco e del Frejus. In un’occasione è stato intercettato un carico di circa dieci chili.

Sindaco Ferrara: “Bene Polizia”. Il j’accuse al Pd

Congratulazioni alla polizia, al questore di Ferrara Capocasa, alla Squadra Mobile, al Servizio centrale operativo della Direzione centrale anticrimine e agli inquirenti per l’importante operazione messa a segno, anche nella nostra città, contro la mafia nigeriana. Grazie a ciascuno dei 200 uomini e donne che hanno collaborato per arrivare al risultato”. Così il sindaco di Ferrara Alan Fabbri commenta su Facebook l’operazione che ha portato a decine di provvedimenti restrittivi tra Torino e Ferrara.

“Da anni segnaliamo il problema della mafia nigeriana ma il sistema politico del Pd, a cui faceva capo la precedente Amministrazione, ha sempre negato, arrivando addirittura ad attaccarci perché abbiamo lanciato l’allarme per tempo. Ora contiamo in espulsioni a raffica: chi ha operato in questo tipo di organizzazioni ed è dedito al crimine non deve tornare nella nostra città”.

“La notizia dell’operazione di queste ore – aggiunge il vicesindaco e assessore alla sicurezza Nicola Lodi – è la risposta migliore a chi, come il Pd ferrarese, negava l’esistenza della mafia nigeriana a Ferrara, derubricando il problema a una questione di ‘percezione di insicurezza‘. Pericolo scampato: al governo della città avremmo potuto continuare ad avere una forza politica, come il Pd ferrarese, che per anni ha negato il problema“.

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