VENERDÌ 11 GENNAIO 2019, 09:58, IN TERRIS


SALVATAGGIO MIGRANTI CURDI

Il sindaco di Melissa: "Pagina di grande umanità"

La barca a vela si era incagliata a pochi metri dalla spiaggia, tra i naufraghi anche un neonato

MILENA CASTIGLI
Il neonato salvato e in basso il sindaco Gino Murgi
Il neonato salvato e in basso il sindaco Gino Murgi
"T

utti, qui, si sono prodigati al massimo. Sono orgoglioso di come abbia funzionato la macchina dei soccorsi e dell'accoglienza, con grande diligenza e professionalità". E' il commento del sindaco di Melissa, Gino Murgi, dinanzi al coraggio dei propri cittadini che ieri mattina hanno salvato in mare 51 migranti curdi.


Tragedia sfiorata

I migranti erano arrivati all'alba sulla costa crotonese, nella frazione Torre di Melissa. La barca sulla quale viaggiavano - tra loro c'erano anche sei donne, tre bambini ed un neonato - si era incagliata a pochi metri dalla costa dopo essere stata abbandonata dagli scafisti e si era rovesciata su un lato. Le grida disperate avevano svegliato alcuni residenti della zona che impavidamente si erano gettati in acqua per portare a riva quei disperati. Più difficoltoso il recupero del neonato: il bimbo di pochi mesi e la madre erano rimasti intrappolati nello scafo. In loro soccorso erano giunti i finanzieri della Sezione operativa navale di Crotone che avevano portato in salvo madre e figlio. Una volta messi in sicurezza, i migranti sono stati trasferiti nel Centro di accoglienza Sant'Anna di Isola Capo Rizzuto. I carabinieri della Compagnia di Cirò Marina avevano individuato poco dopo anche i presunti scafisti: due cittadini russi di 43 e 25 anni, bloccati in un albergo in cui erano andati a dormire mentre i loro "passeggeri" rischiavano di morire affogati. Uno degli occupanti risulta tuttora disperso.


Il racconto

"Faceva freddo e pioveva, la riva era vicina ma molti non sapevano nuotare - racconta il sindaco Murgi - Sono stato chiamato al telefono poco dopo le 4, sono arrivato lì e mi hanno colpito le grida disumane, in particolare delle donne che avevano paura per i loro bambini". "Mi hanno chiamato i proprietari del Villaggio Miramare dicendomi di correre subito, che una barca si era arenata e c’erano dieci persone, nude e bagnate sulla spiaggia. L’albergo è stato subito aperto, sono state accese le stufe". A questo punto è scattata la solidarietà degli abitanti della zona. "È stata un’esperienza bruttissima vedere tutta quella sofferenza, la disperazione, bambini di uno o due anni nell’acqua, le mamme e i papà che urlavano chiedendo aiuto. Ma allo stesso tempo è stata una pagina di grande umanità quella scritta dai miei concittadini, e da tutti i rappresentanti istituzionali”, ha concluso Murgi.

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