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Locatelli: “L’importanza di una presa in carico completa della persona”

In Italia, secondo gli ultimi dati disponibili, sono circa 2,8 milioni i nuclei familiari che hanno un componente con disabilità al loro interno. Queste cifre, oltre a rappresentare oltre il 10% delle famiglie italiane, ci pongono di fronte a una sfida inedita, che metta al centro la persona e l’attuazione di buone pratiche necessarie per incentivare l’inclusione.

I temi centrali

In questo processo fondamentale per accelerare un cambio di paradigma sul tema della disabilità, l’attuazione del “Progetto di vita”, correlato all’avvento sempre maggiore dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie, rappresenta un baluardo fondamentale in grado di rivoluzionare radicalmente, all’insegna di un maggiore diritto all’autodeterminazione, la quotidianità delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Interris.it, in merito a questi argomenti, dopo le recentissime novità introdotte sotto il profilo normativo, ha intervistato il Ministro per le Disabilità, la dottoressa Alessandra Locatelli.

Il Ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli. Foto cortesemente concessa dall’Ufficio Comunicazione e Relazioni esterne del ministro Locatelli

L’intervista

Ministro Locatelli, l’ultimo decreto attuativo della Legge Delega in materia di disabilità ha previsto delle novità relative al “Progetto di vita”. Quali sono i tratti distintivi di quest’ultimo? In che modo potranno favorire l’inclusione delle persone con disabilità?

“Il ‘Progetto di vita’ che introduciamo con l’ultimo decreto della legge delega è uno strumento di grande semplificazione e innovazione, che ribalta l’approccio e determina una presa in carico completa della persona, a partire dai suoi desideri e dalle sue scelte, in condivisione con la famiglia e attivando direttamente nell’ambito della commissione multidimensionale tutte le misure e i servizi previsti. Questo consentirà di superare le estreme frammentazioni attualmente esistenti tra le prestazioni sanitarie, sociosanitarie e sociali e favorirà la piena partecipazione della persona alla vita delle nostre comunità, che è la grande sfida per il futuro”.

I caregiver sono fondamentali nella vita quotidiana delle persone con disabilità. In che modo verranno coinvolti nella stesura del Progetto di Vita e supportati nella loro opera?

“Le persone che amano e curano i propri cari svolgono un ruolo fondamentale: il Tavolo interministeriale che abbiamo istituito con il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e per il quale stanno lavorando quasi 50 persone che fanno parte del mondo associativo, delle famiglie, degli enti, entro fine anno porterà una proposta che vogliamo condividere con il Parlamento perché diventi una cornice normativa condivisa. Sono convinta che dopo anni in cui si sono susseguite diverse proposte riusciremo finalmente a dare una risposta concreta”.

Negli ultimi tempi si parla moltissimo di “Intelligenza artificiale”. Quali possono essere, a suo parere, gli aspetti positivi nella vita quotidiana delle persone con disabilità? Cosa auspica in merito?

“Nell’ultima riunione dell’Osservatorio nazionale della condizione delle persone con disabilità abbiamo affrontato il tema e la Fondazione Leonardo ha illustrato alcuni progetti. L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie possono essere messe al servizio delle persone con disabilità e delle loro famiglie e supportare molti ambiti della vita quotidiana. Per tali ragioni, nel disegno di legge sull’intelligenza artificiale approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri, ho voluto introdurre un passaggio fondamentale nel rispetto dello sviluppo e per la diffusione di sistemi di intelligenza artificiale che migliorino le condizioni di vita delle persone con disabilità. È fondamentale agevolare l’accessibilità, l’autonomia e la sicurezza di tutti gli strumenti, in particolare per garantire processi di inclusione sociale utili all’elaborazione del ‘Progetto di vita’, ma soprattutto nella prospettiva di migliorare e semplificare la vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Ne parleremo anche al primo G7 Inclusione e Disabilità che si terrà dal 14 al 16 ottobre in Umbria. Bisogna continuare a lavorare in questa direzione”.

Christian Cabello

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