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Briola (AVIS): “Perché è tanto importante tornare a donare sangue e plasma”

Oggi si celebra la Giornata Mondiale del Donatore di Sangue: il tema per questa XVIII Giornata è “Dona sangue, dona plasma, condividi la vita, condividila spesso”. Il World Blood Donor Day è stato istituito nel 2005 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) scegliendo come data la nascita di Karl Landsteiner – scopritore dei gruppi sanguigni e co-scopritore del fattore Rh – al fine di sensibilizzare sull’importanza che i donatori di sangue rivestono per quanti necessitano di trasfusioni di sangue o plasma sicure. La possibilità di usare il sangue o il plasma di un donatore compatibile rivoluzionò la medicina. Ogni anno ad esempio a migliaia di persone con malattie rare del sangue vengono garantite terapie che si ottengono dal plasma donato, come emofilia e immunodeficienze, a cui si aggiungono i pazienti curati con trasfusioni regolari come i talassemici.

Per evidenziare il valore sociale ed etico della donazione, Interris.it ha intervistato il Presidente AVIS Gianpietro Briola, primario del Pronto Soccorso di Manerbio (BS) con oltre trent’anni di esperienza nel coordinamento del volontariato organizzato. Nel 2022, ha ricevuto l’Onorificenza al merito di Ufficiale della Repubblica Italiana.

Il dottor Gianpietro Briola Presidente AVIS e primario del Pronto Soccorso di Manerbio

L’intervista al dottor Gianpietro Briola, Presidente AVIS

Perché è importante aver incentrato la giornata mondiale sulla figura del donatore di sangue?

“I donatori sono persone che, volontariamente, donano sangue e plasma in modo anonimo e generoso. Lo fanno solo per sensibilità personale verso il prossimo, in particolare i malati; ma anche verso quanti, a seguito ad esempio di un incidente, necessitano di trasfusioni immediate. Aver istituito una Giornata Mondiale è importante per accendere i riflettori su questo gesto altruistico e per incentivare le nuove generazioni ad aprirsi alla donazione di sangue e plasma”.

Perché è fondamentale donare sangue e plasma?

“Perché è l’unico modo per garantire le terapie a tutti i nostri malati. La Giornata Mondiale del Donatore di Sangue è organizzata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) perché molte Nazioni, specie i Paesi poveri, non hanno garantito la donazione e dunque le cure ai malati. La Giornata dovrebbe incentivare e sensibilizzare anche questi Paesi alle buone pratiche”.

In caso di carenza, non si potrebbe usare sangue sintetico o riprodotto in laboratorio?

“No, perché non è possibile ricostruire o fabbricare il sangue e tutti i suoi derivati in laboratorio. Questo è il limite e al contempo il vincolo che mette al centro il donatore che diventa figura insostituibile nonché unica fonte di materia prima. Il sangue e il plasma sono terapie definite ‘salva vita’, quindi insostituibili. Senza di esse, le persone morirebbero. Per questo la donazione è un atto etico oltre che sociale”.

L’Italia è un Paese autosufficiente nella raccolta di sangue e plasma?

“I più recenti dati sulle donazioni in Italia evidenziano come nel 2022 i donatori siano stati 1.660.227, in crescita dello 0,4% in più rispetto all’anno precedente. L’Italia si conferma così autosufficiente nella raccolta di sangue. Siamo, invece, ancora distanti dal raggiungimento dell’autosufficienza di farmaci plasmaderivati e per questo il nostro Paese è ancora costretto a importare dall’estero circa il 25% delle scorte di questi medicinali impiegati nella cura di numerose patologie. Più precisamente, nel 2022 sono stati raccolti 843.000 kg di plasma, oltre il 2,2% in meno rispetto all’anno precedente. Tra le cause che hanno determinato il calo delle donazioni c’è stata la carenza di personale sanitario, che ha comportato una riduzione delle giornate di raccolta”.

Come stanno procedendo le donazioni nel 2023?

“In questi primi sei mesi abbiamo avuto un incremento sensibile delle donazioni rispetto allo stesso periodo del 2022, quando abbiamo scontato la paura del Covid-19. Ciò nonostante, non siamo ancora tornati ai livelli pre pandemici, però contiamo entro la fine dell’anno di raggiungere i risultati storici del 2019. E’ necessario puntare sui giovani e sui nuovi donatori”.

Come AVIS punta sui giovani?

“Nel corso degli ultimi anni la sensibilizzazione delle nuove generazioni, che da sempre costituisce uno degli obiettivi prioritari di AVIS, ha assunto un’accezione ancora più importante e fondamentale. Secondo i dati del Centro nazionale sangue, infatti, la fascia dai 18 ai 45 anni è passata da 1.089.510 donatori del 2012 (63% del totale) a 866.112 (52%) del 2021 e sempre in questa fascia di età negli ultimi 10 anni i nuovi donatori sono diminuiti del 24%. Considerata la necessità di un ricambio generazionale finalizzato a garantire la continuità della raccolta e delle attività trasfusionali, AVIS Nazionale ha voluto puntare su una nuova strategia comunicativa che, passando per i social maggiormente diffusi tra i giovani come Instagram e TikTok, possa superare timori ed esitazioni nel compiere un gesto semplice, ma dal profondo valore etico e sociale”.

Foto di Hush Naidoo Jade Photography su Unsplash

Vuole fare un appello finale in questa giornata?

“Sì. Invito tutti a donare sangue e plasma in questo periodo prossimo alle vacanze estive durante le quali normalmente si registra un calo, nonostante il bisogno dei malati non cali mai in nessun periodo dell’anno. Invito dunque i donatori storici affinché donino prima di andare in vacanza. E invito soprattutto i nuovi e i giovani affinché si avvicinino alla donazione senza paura. La donazione non è solo uno strumento per far del bene agli altri, ma anche per farlo a se stessi attraverso i controlli, i sani stili di vita e l’educazione sanitaria che si accompagna al gesto della donazione”.

Foto di Nguyễn Hiệp su Unsplash
Milena Castigli

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