“Divorare la natura mostra la forza distruttiva del peccato”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 15:02

Quando non viviamo da figli di Dio, mettiamo spesso in atto comportamenti distruttivi verso il prossimo e le altre creature, ma anche verso noi stessi, ritenendo, più o meno consapevolmente, di poterne fare uso a nostro piacimento”. E' quanto ha affermato Papa Francesco nella Lettera per la Quaresima pubblicata oggi, nella quale chiede di focalizzarsi sulla cura del Creato e mette in guardia “dalla tentazione di divorare tutto per saziare la nostra ingordigia”. “La causa di ogni male – ha spiegato il Pontefice – lo sappiamo, è il peccato, che fin dal suo apparire in mezzo agli uomini ha interrotto la comunione con Dio, si è venuto ad incrinare anche l'armonioso rapporto degli esseri umani con l'ambiente in cui sono chiamati a vivere, così che il giardino si è trasformato in un deserto. Si tratta di quel peccato che porta l'uomo a ritenersi dio del creato, a sentirsi il padrone assoluto e a usarlo non per il fine voluto dal Creatore, ma per il proprio interesse, a scapito delle creature e degli altri. Quando viene abbandonata la legge di Dio, la legge dell'amore finisce per affermarsi la legge del più forte sul più debole”. 

Pregare per rinunciare all'idolatria

Il Pontefice ha proseguito la sua lettera spiegando che è in questo modo che l'intemperanza prende il sopravvento, facendo sì che l'uomo segua quei desideri incontrollabili che nle libro della Sapienza vengono attribuiti agli empi. “Se non siamo protesi continuamente verso la Pasqua, verso l'orizzonte della Risurrezione, è chiaro – si legge ancora nella lettera – che la logica del tutto e del subito, dell'avere sempre di più finisce di imporsi. Il peccato che abita nel cuore dell'uomo, e si manifesta come avidità, brama per uno smodato benessere, disinteresse per il bene degli altri e spesso anche per il proprio, porta allo sfruttamento del creato, persone e ambiente, secondo quella cupidigia insaziabile che ritiene ogni desiderio un diritto e che prima o poi finirà per distruggere anche chi ne à dominato. Per questo, il creato ha la necessità impellente che si rivelino i figli di Dio, coloro che sono diventati nuova creazione“. 

L'esortazione del Pontefice

Per la Quaresima 2019, dunque, l'esortazione del Papa è a “pregare per saper rinunciare all'idolatria e all'autosufficienza del nostro io, e dichiararci bisognosi del Signore e della sua misericordia. Fare elemosina per uscire dalla stoltezza di vivere e accumulare tutto per noi stessi, nell'illusione di assicurarci un futuro che non ci appartiene. E così ritrovare la gioia del progetto che Dio ha messo nella creazione e nel nostro cuore, quello di amare Lui, i nostri fratelli e il mondo intero, e trovare in questo amore la vera felicità. Cari fratelli e sorelle, la 'quaresima' del Figlio di Dio è stata un entrare nel deserto del creato per farlo tornare ad essere quel giardino della comunione con Dio che era prima del peccato delle origini”.

Chiedere aiuto a Dio per la nostra conversione

“La nostra Quaresima – conclude infine Papa Francesco – sia un ripercorrere lo stesso cammino, per portare la speranza di Cristo anche alla creazione, che 'sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio' (Rm 8,21). Non lasciamo trascorrere invano questo tempo favorevole! Chiediamo a Dio di aiutarci a mettere in atto un cammino di vera conversione. Abbandoniamo l'egoismo, lo sguardo fisso su noi stessi, e rivolgiamoci alla Pasqua di Gesù; facciamoci prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i nostri beni spirituali e materiali. Così, accogliendo nel concreto della nostra vita la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, attireremo anche sul creato la sua forza trasformatrice”.

 

Se vuoi commentare l'articolo manda una mail a questo indirizzo: scriviainterris@gmail.com
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.