Chiesa Cattolica

Dalla povertà alla surrogata: i temi della dichiarazione “Dignitas Infinita”

Pubblicata la Dichiarazione del Dicastero vaticano per la Dottrina della fede “Dignitas infinita” circa la dignità umana. La dichiarazione tratta tutti i temi relativi alla difesa della vita e alla giustizia sociale.

“Una ‘dignità infinita’, inalienabilmente fondata nel suo stesso essere, spetta a ciascuna persona umana, al di là di ogni circostanza e in qualunque stato o situazione si trovi. La Chiesa, alla luce della Rivelazione, ribadisce e conferma in modo assoluto questa dignità ontologica della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio e redenta in Cristo Gesù. Da questa verità trae le ragioni del suo impegno a favore di coloro che sono più deboli e meno dotati di potere, insistendo sempre ‘sul primato della persona umana e sulla difesa della sua dignità al di là di ogni circostanza’,” si legge nell’introduzione alla dichiarazione.

Dignitas infinita: “Maternità surrogata diventi delitto universale”

La Chiesa prende posizione contro la pratica della maternità surrogata, “attraverso la quale il bambino, immensamente degno, diventa un mero oggetto”. Così l’ex Sant’Uffizio in ‘Dignitas infinita’, citando papa Francesco: “ogni vita umana, a partire da quella del nascituro nel grembo della madre, non può essere soppressa, né diventare oggetto di mercimonio. Al riguardo, ritengo deprecabile la pratica della cosiddetta maternità surrogata, che lede gravemente la dignità della donna e del figlio. Essa è fondata sullo sfruttamento di una situazione di necessità materiale della madre. Un bambino è sempre un dono e mai l’oggetto di un contratto. Auspico, pertanto, un impegno della Comunità internazionale per proibire a livello universale tale pratica”.

“Povertà estrema nega dignità di tanti esseri umani”

“Uno dei fenomeni che contribuisce considerevolmente a negare la dignità di tanti esseri umani è la povertà estrema, legata all’ineguale distribuzione della ricchezza”. Lo afferma la Dichiarazione del Dicastero vaticano per la Dottrina della fede ‘Dignitas infinita’ circa la dignità umana. Come già sottolineato da san Giovanni Paolo II, “una delle più grandi ingiustizie del mondo contemporaneo consiste proprio in questo: che sono relativamente pochi quelli che possiedono molto, e molti quelli che non possiedono quasi nulla. È l’ingiustizia della cattiva distribuzione dei beni e dei servizi destinati originariamente a tutti”.

Inoltre, secondo l’ex Sant’Uffizio, sarebbe illusorio fare una distinzione sommaria tra “Paesi ricchi” e “Paesi poveri”: già Benedetto XVI riconosceva, infatti, che “cresce la ricchezza mondiale in termini assoluti, ma aumentano le disparità. Nei Paesi ricchi nuove categorie sociali si impoveriscono e nascono nuove povertà. In aree più povere alcuni gruppi godono di una sorta di supersviluppo dissipatore e consumistico che contrasta in modo inaccettabile con perduranti situazioni di miseria disumanizzante. Continua ‘lo scandalo di disuguaglianze clamorose'”, dove la dignità dei poveri viene doppiamente negata, sia per la mancanza di risorse a disposizione per soddisfare i loro bisogni primari, sia per l’indifferenza con cui sono trattati da coloro che vivono accanto a loro. Con Papa Francesco si deve pertanto concludere che “è aumentata la ricchezza, ma senza equità, e così ciò che accade è che ‘nascono nuove povertà’.

“Magistero Chiesa sempre condannato aborto”

La Chiesa non cessa di ricordare che “la dignità di ogni essere umano ha un carattere intrinseco e vale dal momento del suo concepimento fino alla sua morte naturale”. Sulla base di questo valore intangibile della vita umana, il magistero ecclesiale si è sempre pronunciato contro l’aborto. Lo ricorda il Dicastero per la Dottrina della fede nella Dichiarazione ‘Dignitas infinita’. Al riguardo scrive san Giovanni Paolo II: “fra tutti i delitti che l’uomo può compiere contro la vita, l’aborto procurato presenta caratteristiche che lo rendono particolarmente grave e deprecabile. […] Ma oggi, nella coscienza di molti, la percezione della sua gravità è andata progressivamente oscurandosi. L’accettazione dell’aborto nella mentalità, nel costume e nella stessa legge è segno eloquente di una pericolosissima crisi del senso morale, che diventa sempre più incapace di distinguere tra il bene e il male, persino quando è in gioco il diritto fondamentale alla vita. Di fronte a una così grave situazione, occorre più che mai il coraggio di guardare in faccia alla verità e di chiamare le cose con il loro nome, senza cedere a compromessi di comodo o alla tentazione di autoinganno”. Proprio nel caso dell’aborto si registra la diffusione di una terminologia ambigua, come quella di “interruzione della gravidanza”, che tende a nasconderne la vera natura e ad attenuarne la gravità nell’opinione pubblica. Ma “nessuna parola vale a cambiare la realtà delle cose: l’aborto procurato è l’uccisione deliberata e diretta, comunque venga attuata, di un essere umano nella fase iniziale della sua esistenza, compresa tra il concepimento e la nascita”. I bambini nascituri sono così “i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo”.

“Violenze su donne scandalo globale, negano dignità”

“Le violenze contro le donne sono uno scandalo globale, che viene sempre di più riconosciuto. Se nelle parole si riconosce l’uguale dignità della donna, in alcuni Paesi le diseguaglianze tra donne e uomini sono gravissime ed anche nei Paesi maggiormente sviluppati e democratici la realtà sociale concreta testimonia il fatto che spesso non si riconosce alle donne la stessa dignità degli uomini”. Lo afferma il Dicastero vaticano per la Dottrina della fede nella Dichiarazione ‘Dignitas infinita’ circa la dignità umana. Papa Francesco, si legge nel documento, evidenzia questo fatto quando afferma che “l’organizzazione delle società in tutto il mondo è ancora lontana dal rispecchiare con chiarezza che le donne hanno esattamente la stessa dignità e identici diritti degli uomini. A parole si affermano certe cose, ma le decisioni e la realtà gridano un altro messaggio”. Su questo fronte l’impegno dell’intera comunità internazionale deve essere compatto e concreto, come ha ribadito Papa Francesco: “invito a lottare contro questa fonte di sofferenza chiedendo che si promuova una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza”.

“Eutanasia e suicidio assistito non sono ‘morte degna’”

“Esiste un caso particolare di violazione della dignità umana, che è più silenzioso ma che sta guadagnando molto terreno“, avverte il Dicastero per la Dottrina della fede nella Dichiarazione ‘Dignitas infinita’. Presenta la peculiarità di utilizzare un concetto errato di dignità umana per rivolgerlo contro la vita stessa. Tale confusione, molto comune oggi, viene alla luce quando si parla di eutanasia. Ad esempio, le leggi che riconoscono la possibilità dell’eutanasia o del suicidio assistito si designano a volte come “leggi di morte degna” (“death with dignity acts”). È assai diffusa l’idea che l’eutanasia o il suicidio assistito siano coerenti con il rispetto della dignità della persona umana. Certamente, spiega il documento, la dignità del malato in condizioni critiche o terminali chiede a tutti sforzi adeguati e necessari per alleviare la sua sofferenza tramite opportune cure palliative ed evitando ogni accanimento terapeutico o intervento sproporzionato. Ma un tale sforzo è “del tutto diverso, distinto, anzi contrario alla decisione di eliminare la propria o la vita altrui sotto il peso della sofferenza”. La vita umana, anche nella condizione dolente, “è portatrice di una dignità che va sempre rispettata, che non può essere perduta ed il cui rispetto rimane incondizionato”.

“Anche la ‘violenza digitale’ lede la dignità umana”

L’elenco delle “gravi violazioni” della dignità umana contenuto nella Dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della fede ‘Dignitas infinita’ si completa con la “violenza digitale”, e cita le “nuove forme di violenza che si diffondono attraverso i social media, ad esempio il cyberbullismo” e la “diffusione della pornografia e di sfruttamento delle persone a scopo sessuale o tramite il gioco d’azzardo” sul web. “Il progresso delle tecnologie digitali, che pure offrono molte possibilità per promuovere la dignità umana – viene spiegato -, inclina sempre più alla creazione di un mondo in cui crescono lo sfruttamento, l’esclusione e la violenza, che possono arrivare a ledere la dignità della persona umana. Si pensi a come sia facile, tramite questi mezzi, mettere in pericolo la buona fama di chiunque con notizie false e con calunnie”. Su questo punto Papa Francesco sottolinea che “non è sano confondere la comunicazione con il semplice contatto virtuale”. Infatti, “l’ambiente digitale è anche un territorio di solitudine, manipolazione, sfruttamento e violenza, fino al caso estremo del dark web. I media digitali possono esporre al rischio di dipendenza, di isolamento e di progressiva perdita di contatto con la realtà concreta, ostacolando lo sviluppo di relazioni interpersonali autentiche”.

Fonte: Ansa

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