Chiesa Cattolica

Benin, devianze e comportamenti autodistruttivi. Sos dei vescovi

I vescovi del Benin lanciano l’allarme su un certo numero di devianze e comportamenti autodistruttivi che si osservano sempre più tra la popolazione giovanile: l’abuso di alcol e droghe, la depravazione morale e il fracasso, soprattutto notturno. “Queste piaghe non solo compromettono il benessere fisico, psicologico e morale dei nostri giovani, ma mettono pericolosamente in discussione anche il loro futuro” avvertono. L’insicurezza che colpisce i Paesi interni alla regione, senza sbocco sull’Oceano Atlantico, come Niger e Burkina Faso, si sta estendendo a quelli costieri, come il Benin. Al termine della loro Assemblea Plenaria i vescovi del Benin si erano detti preoccupati per la crescente insicurezza nel Paese “con la presa di ostaggi, i rapimenti e i sacrifici umani”. “Prevenzione dell’estremismo violento, della radicalizzazione e della proliferazione delle armi leggere nel 10e nei paesi costieri dell’Africa occidentale”. Sono questi gli obiettivi del corso di formazione avviato in Benin per migliorare la consapevolezza sul problema e lo scambio di informazioni tra il personale di sicurezza e gli attori della società civile nella lotta al terrorismo e alla proliferazione delle armi leggere. I Paesi interessati sono Benin, Togo, Ghana, Costa d’Avorio, Niger, Mali e Burkina Faso. Il corso, riferisce l’agenzia missionaria vaticana Fides, è stato avviato dal Centro di formazione per il mantenimento della pace di Kofi Annan. In collaborazione con il governo del Benin. E con il supporto finanziario di quello giapponese.

Appello in Benin

Tra le cause di questa situazione non vi sono solo fattori esterni, come la pressione dei gruppi terroristi presenti nei Paesi limitrofi che cercano di espandere i loro raggio d’azione al Benin, ma pure – secondo i vescovi – fenomeni sociali interni al Paese. In particolare i vescovi invitano i giovani e tutti coloro attratti dall’avidità del facile guadagno ad abbandonare “definitivamente queste vie di morte per ritornare sulla via della vita” e lanciano “un vibrante appello a tutti i figli e le figlie del nostro Paese a coltivare il significato e l’amore per un lavoro ben fatto, base principale di ogni sviluppo”. Non a caso tra i mali elencati da loro elencati vi sono i sacrifici umani, specie di albini. Una pratica rituale, che avviene anche in altri Paesi africani, volta a propiziare guadagni economici o vittorie elettorali. Pratiche ancestrali, legate alle religioni tradizionali africane. Ma che incontrano ora la moderna tecnologia visto che vi sono dei professionisti delle truffe su Internet che compiono sacrifici umani per donare il sangue a un feticcio, al fine di soggiogare meglio le loro prede nel mondo virtuale.

Giacomo Galeazzi

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